La Radioterapia resterà a Carpi e troverà spazio anche nel nuovo ospedale, basandosi sul modello già esistente con l’equipe unica interaziendale. L’Ufficio di Presidenza della Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria della provincia di Modena ha approvato all’unanimità la proposta avanzata dalle Direzioni generali dell’Azienda USL e dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena, confermando il presidio radioterapico carpigiano all’interno della futura organizzazione della rete sanitaria provinciale.
La decisione rafforza l’integrazione sanitaria tra Carpi e Mirandola, riconoscendo e valorizzando la solida rete oncologica costruita nel territorio grazie all’integrazione tra équipe sanitarie, strutture ospedaliere, servizi territoriali e terzo settore. Un patrimonio di competenze, relazioni e sostegno alle persone cresciuto negli anni anche grazie al contributo di AMO – Associazione Malati Oncologici, al fianco dell’ospedale, dei pazienti e delle loro famiglie.
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La conferma della Radioterapia è anche il risultato dell’intesa tra i Distretti di Carpi e Mirandola e della volontà condivisa di rendere i due ospedali sempre più complementari. Una visione che non mette le strutture in competizione, ma le unisce in una filiera territoriale forte, nella quale servizi, professionalità e percorsi assistenziali si integrano a beneficio dell’intera Area Nord.
La rete oncologica rappresenta una delle espressioni più significative di questo modello. L’équipe oncologica e la Breast Unit di Carpi, lo sviluppo di un “Percorso donna” incentrato sull’ospedale di Mirandola, la Radioterapia carpigiana e il nuovo Hospice di San Possidonio concorreranno a costruire un sistema organico di prevenzione, diagnosi, cura e assistenza. Una rete capace di accompagnare la persona nelle diverse fasi della malattia, garantendo continuità, qualità e vicinanza.
La decisione si colloca nel più ampio ripensamento della rete ospedaliera provinciale, che sta incidendo anche sulla progettazione del nuovo ospedale di Carpi. Nato inizialmente come struttura destinata alla sostituzione dell’attuale Ramazzini, il nuovo ospedale viene oggi ripensato alla luce della riorganizzazione complessiva del sistema sanitario modenese e della crescente complementarietà con Mirandola. L’obiettivo non è riprodurre semplicemente l’assetto esistente, ma definire le vocazioni dei diversi presidi e integrare funzioni, competenze e percorsi su scala provinciale.
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In questa prospettiva si inseriscono la realizzazione di un Laboratorio Analisi unico per il sistema provinciale e la riorganizzazione dell’Unità Farmaci Antiblastici, che sarà trasferita a Baggiovara per operare a servizio dell’intera rete. Scelte orientate a una maggiore specializzazione e all’ottimizzazione delle risorse, che libereranno nel nuovo ospedale di Carpi spazi e capacità da destinare ad attività ad alto valore clinico. È all’interno di questo disegno che la conferma e la qualificazione della Radioterapia assumono un significato ancora più rilevante: non la semplice conservazione di una funzione esistente, ma una scelta coerente con la vocazione oncologica del presidio e con il futuro assetto sanitario dell’Area Nord.
La decisione è il risultato di un approfondito lavoro condotto da un gruppo multidisciplinare, incaricato di valutare i possibili scenari organizzativi per il futuro della Radioterapia. L’analisi ha messo a confronto il mantenimento dell’attuale modello – con quattro acceleratori lineari al Policlinico di Modena e uno a Carpi – e l’ipotesi di una completa centralizzazione delle attività nel capoluogo.
La valutazione, sviluppata sotto il profilo clinico, organizzativo, economico e strategico, ha riconosciuto il valore sanitario, sociale e umano della prossimità. La Radioterapia è infatti un’attività prevalentemente ambulatoriale che richiede accessi frequenti e ripetuti: poter ricevere le terapie vicino al proprio luogo di vita riduce gli spostamenti e il peso che ricade sui pazienti e sulle loro famiglie in una fase particolarmente delicata.
La scelta compiuta riafferma così la natura universalistica e pubblica del Servizio sanitario: un sistema responsabile nell’impiego delle risorse, ma chiamato a orientare ogni decisione alla qualità delle cure, all’equità di accesso e alla dignità delle persone.
Il presidio radioterapico carpigiano sarà inoltre progressivamente qualificato, con una particolare attenzione alle patologie mammarie e con la prospettiva di introdurre attività di brachiterapia. Uno sviluppo che potrà rafforzare ulteriormente i percorsi dedicati alle patologie urologiche e ginecologiche, in coerenza con le vocazioni cliniche dell’ospedale di Carpi e con la futura introduzione della chirurgia robotica.
La decisione si inserisce dunque nel più ampio percorso di riorganizzazione della rete ospedaliera provinciale e nella progettazione del nuovo ospedale di Carpi, chiamato a essere un nodo qualificato e pienamente integrato con Mirandola, il Policlinico e l’intero sistema sanitario modenese.
(22 luglio 2026)
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