Una lunga e paziente coda che si snoda davanti alle casse dell’ala nuova del Palazzo dei Musei di Modena. È questa l’immagine che ha segnato la giornata conclusiva di “Giorgio de Chirico. L’ultima Metafisica”, la mostra dedicata al padre della Metafisica terminata domenica 12 aprile e visitata, in poco più di quattro mesi di apertura, da 33.142 persone. La mostra ha rappresentato un’occasione straordinaria per riscoprire l’ultima stagione creativa dell’artista, intensa e sorprendente, nella quale de Chirico torna ai suoi temi più celebri – i manichini, le Piazze d’Italia, gli enigmi sospesi tra sogno e memoria – reinventandoli con un linguaggio nuovo, più ironico e luminoso.
“Questo grande successo di pubblico non è inaspettato e dimostra che le proposte di qualità sono vincenti – ha commentato il sindaco Massimo Mezzetti – In questo caso la mostra che ci lasciamo alle spalle è stata curata da una professionista di fama internazionale come Elena Pontiggia che ha dato un prezioso tocco al progetto. Tutto questo ci fa già capire cosa possa diventare nel futuro questa parte di Modena. Una delle porte di accesso al centro cittadino e grande hub culturale con tutto quello che sorgerà nell’ex ospedale Sant’Agostino che già quest’anno vedrà le prime aperture. Lavoriamo per una cultura che rimanga accessibile per tutti e, allo stesso tempo, sia di richiamo per residenti e turisti nel segno di proposte altamente qualificanti”.
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Leggi l'articolo →Soddisfazione anche da parte dell’assessore alla cultura Andrea Bortolamasi: “La mostra di De Chirico chiude con numeri importanti, a conferma della bontà della scelta fatta. L’ala nuova del Palazzo dei Musei si sta caratterizzando come uno spazio in grado di ospitare importanti momenti espositivi”. “Vogliamo continuare su questo percorso, posizionando Modena come meta di un turismo culturale di qualità – ha aggiunto – e con questo obiettivo stiamo già lavorando alle prossime mostre che presto annunceremo e che contribuiranno a rafforzare l’identità della città che vede la cultura come elemento identitario”.
Una cinquantina le opere del Maestro provenienti dalla Fondazione romana e allestite, dal 29 novembre 2025, nella sede espositiva modenese, tra cui capolavori come Ettore e Andromaca davanti a Troia (1968), L’astrologo (1970) e Sole sul cavalletto (1973).
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(14 aprile 2026)
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