Ferdinando Bruni e Francesco Frongia scelgono Amadeus, il testo del drammaturgo e sceneggiatore inglese Peter Shaffer, per portare in scena al Teatro Storchi di Modena dal 12 al 15 febbraio (giovedì e venerdì ore 20.30, sabato 19.00 e domenica 16.00) la nota leggenda che vede protagonisti Salieri e Mozart.
La pièce ha debuttato per la prima volta al National Theatre di Londra nel 1979 e poco dopo a New York, ottenendo numerosi premi fra cui il Tony Award come miglior spettacolo, miglior regia a Peter Hall e miglior attore protagonista a Ian McKellen. A consacrare Amadeus sulle scene è stato il film di Miloš Forman alla cui sceneggiatura ha lavorato lo stesso Shaffer e che quarant’anni fa si è aggiudicato otto premi Oscar.
Antonio Salieri, interpretato da Ferdinando Bruni, è uno dei compositori più famosi della sua epoca, le sue opere sono note e apprezzate. Il musicista è convinto di essere arrivato a ricoprire questa invidiabile posizione grazie a un patto divino: devozione in cambio di successo. Il primo sintomo della follia lo porterà a vedere in Mozart (Daniele Fedeli), un tradimento di Dio nei suoi confronti. La scenografia segue la mente di Salieri: il salone lentamente si trasforma in un labirinto che pian piano assume i contorni di un incubo in cui i personaggi si muovono come marionette nei costumi disegnati da Antonio Marras, Premio Ubu 2025 proprio per questo spettacolo.
“Mozart rappresenta – commentano Ferdinando Bruni e Francesco Frongia – per la sua epoca (e non solo) la modernità. Le sue idee, il suo personaggio, la sua musica sono ancora oggi fonte di meraviglia e studio. Salieri riconosce in Mozart l’unicità del genio. Dio non ha tenuto fede al patto: ora è Amadues lo strumento che il Creatore usa per far sentire la sua voce sulla terra. E allora che guerra sia fra Antonio Salieri e il suo Dio: il campo di battaglia sarà Mozart. Inizia così un lento e meticoloso lavoro di demolizione delle possibilità di affermazione del giovane Mozart, piano piano, senza mai esporsi, fino all’annientamento, fino alla morte”.
La leggenda che Shaffer rielabora nel suo testo forse si basa su voci e pettegolezzi dell’epoca ma gli storici non accreditano nessun fondamento; più probabilmente nasce da Mozart e Salieri di Puškin. Amadeus inizia a Vienna nel 1823 e Salieri, vecchio, dimenticato e prossimo alla morte, ripercorre il suo rapporto con Mozart.
“Peter Shaffer inventa un “capriccio” allucinato e potente – concludono Bruni e Frongia – sicuramente non un testo “storico”, ma un apologo sull’invidia, con un capovolgimento finale che sposta il senso della leggenda creata da Puškin: è ovvio che Salieri, mediocre anche nella cattiveria, non ha avvelenato Mozart, la sua malvagità non è arrivata fino a questo punto, ma farà qualsiasi cosa perché tutti lo credano, in modo che il suo nome possa essere legato in eterno a quello salisburghese e che questo delitto non commesso gli conceda l’immortalità”.
Teatro Storchi
Largo Garibaldi, 15 – Modena
dal 12 al 15 febbraio
giovedì e venerdì ore 20.30 – sabato ore 19.00 – domenica ore 16.00
Amadeus
di Peter Shaffer
uno spettacolo di Ferdinando Bruni e Francesco Frongia
costumi Antonio Marras
con Ferdinando Bruni
e con Daniele Fedeli, Valeria Andreanò, Riccardo Buffonini, Matteo de Mojana, Alessandro Lussiana, Ginestra Paladino, Umberto Petranca, Luca Toracca
durata 2 ore e 15 minuti più intervallo
(9 febbraio 2026)
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