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Legalità. Un immobile confiscato alla mafia assegnato al Comune di Castelnuovo Rangone, nel modenese, e destinato ad attività culturali, sociali e ricreative

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Laboratori, corsi di teatro, letture pubbliche, concerti, proiezioni di film. Torna a vivere un ampio capannone confiscato alla criminalità e destinato al Comune di Castelnuovo Rangone, nel modenese, che lo utilizzerà per fini sociali, in particolare come spazio di aggregazione giovanile e sportiva, polo della legalità, dove promuovere cultura e cittadinanza attiva.

Il fabbricato di oltre 230 metri quadrati si trova nella frazione di Montale. Il costo complessivo dei lavori ammontava a 216.500 euro, di cui 170 mila di finanziamento regionale.

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L’inaugurazione oggi in un incontro pubblico che vedrà la presenza, tra gli altri, dell’assessora regionale alla Legalità Elena Mazzoni e del sindaco di Castelnuovo Rangone Massimo Paradisi.

“Trasformare il capannone con una storia criminale alle spalle in uno spazio collettivo e di condivisione di buone pratiche- commenta l’assessora Mazzoni- rappresenta un passo avanti nella nostra lotta contro la criminalità organizzata e nella promozione di attività culturali, sociali e formative. L’edificio diventerà il riferimento qui a Castelnuovo per la legalità e un punto di ritrovo per giovani dove costruire progetti di contrasto alla povertà educativa e promuovere percorsi culturali anche attraverso il coinvolgimento delle scuole e delle locali realtà del terzo settore. La scelta di questo progetto- chiude l’assessora- è stata fatta attraverso un percorso di partecipazione, finanziato dalla Regione, che l’associazione Libera Emilia-Romagna ha promosso in collaborazione con l’Amministrazione comunale e l’Agenzia Cooperare con Libera Terra, per trovare delle soluzioni socialmente condivise sugli spazi sottratti alle mafie e restituiti alle comunità”.

Il nuovo polo culturale rappresenta un’opportunità per Castelnuovo Rangone, soprattutto per le fasce più giovani della popolazione. In questo contesto, l’edificio di via Campania potrà diventare punto di ritrovo e animazione sociale per giovani e adolescenti anche attraverso il coinvolgimento delle scuole e delle locali realtà del terzo settore.

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Gli interventi della Regione per il contrasto alle mafie

In Emilia-Romagna sono cresciuti i beni confiscati al crimine organizzato e assegnati agli enti locali. Aumento legato anche alla conclusione del processo ‘Aemilia’ che ha visto condanne e anche confische di beni, immobili e terreni. L’Emilia-Romagna è oggi la terza regione del nord Italia per numero di beni immobili confiscati. E di questi, quasi una cinquantina sono già stati assegnati lo scorso anno alle amministrazioni locali nelle province di Parma e Reggio Emilia, un volume superiore al complesso di beni immobili a oggi recuperati nell’intero territorio regionale.

Dal 2011, la Regione è intervenuta su 34 beni immobili destinati a enti locali con un contributo regionale di oltre 7,2 milioni di euro, per favorirne il riutilizzo per finalità sociali.

Per affiancare i Comuni emiliano-romagnoli in questo sforzo di dare una ‘seconda vita’ ai beni sottratti al malaffare, la Regione, già a partire dal bilancio 2025-2027 approvato proprio questa settimana, stanzierà maggiori risorse per sostenere investimenti in questa direzione.

In accordo con i Comuni, le politiche regionali puntano a valorizzare gli immobili attraverso progetti di inclusione, di formazione, culturali, contro la discriminazione e di contrasto alla violenza di genere. L’assegnazione può, inoltre, essere anche l’occasione per sperimentare forme di progettazione partecipativa aperte a soggetti competenti e interessati del territorio, anche volte a individuare utilizzi inizialmente non considerati e modelli innovativi di gestione.

Qui il sito regionale dedicato al percorso di partecipazione:

Il progetto di recupero

L’adeguamento rientra nel progetto sugli spazi di legalità e socialità e recupero dei beni finanziato dalla Regione con un Accordo di programma sottoscritto nel 2023 sulla base del Testo Unico sulla Legalità.

I lavori hanno riguardato il recupero edile e di adeguamento del fabbricato di grandi dimensioni confiscato alla criminalità e destinato nel 2023 al Comune di Castelnuovo Rangone. Sono stati effettuati interventi di miglioramento sismico dell’immobile, installati impianti meccanici e idraulici, impianti elettrici e di illuminazione. Gli spazi sono stati bonificati e tinteggiati.
Particolare attenzione è stata rivolta all’accessibilità della struttura anche a persone con disabilità: a tal fine il Lions Club Castelnuovo Rangone si è fatto carico del dono di una cucina attrezzata e adeguata all’utilizzo da parte di tutti.

 

 

(29 marzo 2025)

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