di Daniele Santi
Nel raccontare a uso e consumo dei suoi elettori la simpatica misura nota come Codice Appalti, o Codice Salvini per far felice la Lega, la presidente del Consiglio si è soffermata sulle assegnazioni “libere” fino a 150mila euro dicendo che hanno sollevato polemiche. Dichiarazione fallace: a sollevare polemiche è stato l’impianto del Codice Appalti, in alcuni suoi punti a rischio infiltrazioni della malavita organizzata (che in Italia, esiste, qualcuno lo ricordi al Governo) e quindi le risposte piccate dei leghisti all’indirizzo dell’Anac (il cui presidente è stato votato anche da loro).
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Così Meloni, che è nata per aver ragione e imporsi sugli avversari come se fosse eterna, circumnaviga il globo terracqueo e mettendo da parte le osservazioni serie decide di soffermarsi su presunte polemiche legate al limite di 150mila euro per l’assegnazione diretta, e pronuncia il sacro verbo meloniano: “Queste decisioni non piaceranno a qualcuno, ma piacciono a noi” (video trasmesso da Mezz’ora in +, domenica 2 aprile, ndr).
Il tono era quello del siamo al potere e facciamo quello che vogliamo. Che tristezza.
Se la presidente dl Consiglio vive sulle barricate e si sofferma sul non piace a voi, ma a noi sì, evidenziando di detenere il potere alla faccia di chi ha perso le elezioni, non sta in fondo comunicando che non governa per tutto un paese, ma solo per la parte che l’ha votata? E il 55,6% degli elettori che ha votato da un’altra parte o addirittura ha scelto di non votare nel frattempo cosa fanno, ingoiano? Signore e signori è questa la novità: la presidente del Consiglio governa a suon di “Queste decisioni non piaceranno a qualcuno, ma piacciono a noi”. Così diranno quando distruggeranno la programmazione della televisione di stato, epurando i vari Fazio, Littizzetto, Annunziata e compagnie indesiderate. Così è se vi pare.
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(3 aprile 2023)
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