L’orribile informazione italiana che si piega al pettegolezzo e rinnega se stessa in quanto informazione, ha già digerito il nodo centrale dei fatti di Modena di sabato 16 maggio – ovvero la tentata strage, per andare a sfrucugliare nel passato del colpevole dell’attentato che certamente voleva uccidere, come i geniali opinionisti che devono pur mangiare si affrettano a dichiarare da trasmissioni tanto affollate quanto inutili, e inutili perché troppo affollate, in cui ognuno dice la sua senza sapete niente di quello che dice, senza essersi informato, cedendo all’orgasmo del si dice. Una pena. Siamo così già alla garlaschizzazione dei fatti di Modena: una tentata strage trasformata in un racconto indegno da lavanderia del 1950, da gente che ha sacrificato la cultura alle grida e al vocabolario da cento parole, per un pubblico che cambia il pannolino al pupo mentre tiene la televisione accesa – ma non la segue e non la ascolta se non quando si alzano i decibel dello scontro.
Modena non ha bisogno di loro. Non ha bisogno della garlaschizzazione, non ha bisogno di discussioni inutili attorno al suo ombelico. Perché c’è una questione che sfugge a coloro che si riempiono la bocca coi guai altrui per dimenticare i propri: a Modena si sta bene. C’è lavoro, c’è ricchezza, c’è cultura, c’è integrazione, ci sono opportunità, c’è una politica che lavora per la città e i cittadini tenendo fermamente la barra dello sguardo globale, ci sono capacità e una popolazione che quando c’è da arrotolarsi le maniche e darsi da fare non si tira indietro. Modena è una città che elegge il Sindaco con maggioranze che in tempo comunicativamente meno infelici avremmo definito bulgare. E’ una città che non si tira indietro di fronte alle responsabilità che le competono. E i cittadini che la vivono vogliono bene a Modena. Persino ai suoi (inevitabili) difetti e limiti. Dunque si rassegnino i garlaschizzatori di professione che riducono qualsiasi forma informativa scelgano a pettegolezzo da Rsa. Il giochetto questa volta non gli riuscirà. Poi, qualora volessero ricordarsi di farlo, farebbero bene a ricordare ai disperati che li seguono che il 31enne autore della tentata strage è affetto da schizofrenia, che era sotto cura, che ha interrotto volontariamente le cure, dicendo quello che si sa già – cioè quasi tutto – senza arrampicarsi sugli specchi di mai provate radicalizzazioni, di mai provate minacce alle Università (con scuse al seguito), di mai certificate appartenenze terroristiche, evitando (scuserete il francese) la solita merda che si rimesta ormai da anni certamente non a beneficio della verità.
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