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Marco Paolini al Teatro Storchi di Modena dal 10 al 13 ottobre con “Nel tempo degli dei”

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foto: Gianluca Moretto

di Redazione #Modena twitter@modenanewsgaia #Inscena

 

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La stagione 2019/2020 di ERT al Teatro Storchi di Modena si apre con Nel tempo degli dei. Il calzolaio di Ulisse in scena da giovedì 10 a domenica 13 ottobre. Si tratta del nuovo spettacolo di Marco Paolini; un confronto con l’Odissea, un canto antico tremila anni, passato di bocca in bocca e di anima e di anima, che ha segnato la storia dell’Occidente.

Nel tempo degli dei, prima regia con il Piccolo Teatro di Milano, segna un punto d’arrivo nella ricerca di Paolini sull’Ulisse iniziata nel 2003, quando nel sito archeologico di Carsulae con le improvvisazioni musicali di Giorgio Gaslini e Uri Caine, mise in scena il primo racconto dal titolo U.

Con quanti, ma soprattutto con quali dei ha a che fare un uomo oggi?» si domanda Marco Paolini che prosegue: «non penso ovviamente alle solide convinzioni di un credente, ma al ragionevole dubbio di chi guardando al tempo in cui vive, pensa con stupore e disincanto alle possibilità di accelerazione proposte alla razza umana. Possibilità di lunga vita, possibilità di potenziamento mentale e fisico, possibilità di resistenza alle malattie, eccetera… Restare umani sembra uno slogan troppo semplice e riduttivo, troppo nostalgico e rassicurante quando diventare semi-dei appare un traguardo possibile, almeno per la parte benestante del pianeta. Ulisse per me è qualcuno che di dei se ne intende e davanti alle sirene dell’immortalità sa trovare le ragioni per esistere».

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Ex guerriero ed eroe, ex aedo, l’Ulisse di Paolini si è ridotto a calzolaio viandante, che da dieci anni cammina senza meta, secondo la profezia che il fantasma di Tiresia, l’indovino cieco, gli fa nel suo viaggio nell’al di là, narrato nel X canto. Questo Ulisse pellegrino e invecchiato non ama svelare la propria identità e tesse parole al limite della realtà che diventano mito.

Ma il nostro Ulisse ha smesso di assomigliare a qualunque antico e luminoso eroe: sporco di interiora e sangue, infangato, maleodorante, invecchiato, rugoso e sdrucito, in esilio per altri dieci anni in compagnia solo di un vecchio e inutile remo, abbiamo scoperto non l’ex guerriero, l’ex eroe, di sicuro il reduce del campo di battaglia ma soprattutto un uomo, che – per l’ennesima volta da solo e contro gli dei capricciosi e ostili anche quando sembra che stiano al tuo fianco – cerca di placare demoni vecchi e nuovi, che lo hanno accompagnato lungo trent’anni di guerre, naufragi e inattesi incontri. E tutto questo, con una sola spiegazione possibile, che ci viene dal personaggio che più amo in tutto il poema (e che solo apparentemente è rimasto fuori dal nostro spettacolo), Alcinoo, il re mago, che tutta questa fatica e il dolore riesce a spiegare con le parole più semplici e belle: “perché i posteri avessero il canto”».

 

Nel tempo degli dei
Il calzolaio di Ulisse
di Marco Paolini e Francesco Niccolini

regia Gabriele Vacis
con Marco Paolini
e con Saba Anglana, Elisabetta Bosio, Vittorio Cerroni, Lorenzo Monguzzi, Elia Tapognani
musiche originali di Lorenzo Monguzzi
con il contributo di Saba Anglana e Fabio Barovero
scenofonia, luminismi, stile Roberto Tarasco
aiuto regia Silvia Busato
luci Michele Mescalchin
fonica Piero Chinello
assistenza tecnica Pierpaolo Pilla
direzione tecnica Marco Busetto
prodotto da Michela Signori

 

 

(7 ottobre 2019)

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