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Presentata la stagione 2019-2020 di Teatro Storchi e Teatro delle Passioni: Bye bye ‘900?

di Redazione #Modena twitter@modenanewsgaia #Inscena

 

Dopo la pausa estiva, la città torna a rianimarsi e il teatro riprende il suo ciclo naturale, con un nuovo anno di attività che ERT Fondazione propone nei suoi spazi a Modena, Teatro Storchi e Teatro delle Passioni. Lo fa iniziando con una festa d’inaugurazione, sabato 28 settembre, che riapre simbolicamente le porte ai suoi abitanti, un invito a ritrovarsi rivolto agli spettatori.

Il titolo scelto per la stagione 2019/ 2020 è Bye bye 900‘? , che vuole essere un‘occasione per riflettere sul presente, per interrogarci su quali strumenti di analisi siamo in grado di ereditare dal secolo scorso e su chi siamo e ome cambiamo.

Porre domande, suscitare dubbi, sollevare riflessioni, innescare stimoli è parte stessa del teatro, nel suo essere luogo di incontro e condivisione, per il singolo cittadino e per la comunità.

Un patrimonio e un’eccellenza autentica della nostra città dove affonda le radici, un valore condiviso con il territorio e la regione, un teatro Nazionale che colleziona premi di grande valore e a cui sono riconosciuti livelli di qualità fra i più alti d’Italia – afferma l’Assessore alla Cultura del Comune di Modena Andrea Bortolamasi, che prosegue – quello che condividiamo come Amministrazione con ERT è l’idea di teatro come spazio civico, piazza, luogo aperto di incontro, riflessione e dialogo».

In coerenza con questa idea di teatro, nonostante la delicata e difficile situazione di sofferenza generale del sistema teatrale italiano, ERT Fondazione, in quanto Teatro Nazionale e Teatro Stabile Regionale, si assume la responsabilità a cui è chiamata: svolgere un servizio pubblico, con la ferma volontà di non venire meno agli impegni presi con le istituzioni, gli spettatori e gli artisti e di portare avanti la sua progettualità, pensata e costruita, giorno per giorno, in tre anni di lavoro.

L’impegno è tanto più significativo se si considera anche la recente decurtazione da parte del MIBAC, a fronte di una conferma della qualità e della dimensione dell’offerta culturale della struttura, riconosciuta dal Ministero stesso – con i suoi 95,85 punti – come il primo Teatro Nazionale del Paese.

Per un verso su questo taglio», dichiara Longhi, «pesa l’esiguità delle risorse messe a disposizione del sistema teatrale nazionale, insufficienti anche in rapporto alla mole di attività che la logica competitiva ha generato in questi ultimi anni. A questo si associa un meccanismo di assegnazione dei finanziamenti che genera effetti distorsivi proprio rispetto a quel principio di competitività su cui si regge il Decreto di riparto del FUS (ad esempio tagli a fronte di aumenti di punteggio). Confidiamo dunque nel fatto che il Ministro voglia prendere atto di questa situazione, ponendovi al più presto rimedio».

Al fine di dare forza e continuità alla propria progettualità, la Fondazione lancia LovERT una “chiamata” alle aziende, agli imprenditori e ai professionisti, che condividono gli intenti di ERT e scelgono di supportarla per un maggior benessere sociale, culturale, civile ed economico del nostro territorio, storicamente sensibile a questi valori e a quest’idea di sviluppo.

A Modena, nei due teatri, vanno in scena da ottobre a maggio 51 diversi titoli, di cui 15 produzioni ERT, per un totale di 195 recite di spettacolo, incluse le matinée dedicate alle scuole, alle quali si aggiungono le visite Nel gran Teatro della città, che, dopo il successo dello scorso anno, tornano in programma per scoprire storia e luoghi magici del Teatro Storchi.

Un cartellone ricco e articolato che si muove tra grandi nomi della scena italiana e internazionale, come Christoph Marthaler con Das Weinen (Das Wähnen), spettacolo a cui il geniale regista svizzero giunge dopo quasi un trentennio passato in compagnia di un libro donatogli dall’artista Dieter Roth. Dopo il successo di Cantina, che lo scorso anno ha raccolto il favore di pubblico e critica, torna a Modena il teatro “dei sensi” della compagnia belga Laika con Tutto fa brodo; il linguaggio poetico e raffinato di Familie Flöz in scena con Teatro Delusio, lo spettacolo più noto della compagnia tedesca in tournée dal 2004; le riflessioni sul sistema Europa oggi di Slavoj Žižek, rinomato filosofo e intellettuale del panorama mondiale.

E ancora tanti artisti, nuovi nomi della scena e maestri del teatro: Marco Paolini che apre la stagione del Teatro Storchi con Nel tempo degli dei; Umberto Orsini, mattatore della scena italiana con Il nipote di Wittgenstein; l’amatissimo volto del grande e piccolo schermo Lino Guanciale che con Nozze firma la sua prima regia: lo spettacolo, assieme a La commedia della vanità diretto da Claudio Longhi, segna la conclusione del progetto Elias Canetti. Il secolo preso alla gola dedicato allo scrittore Premio Nobel; o ancora Alessandro Gassmann che firma la regia de Il silenzio grande, primo testo teatrale di Maurizio De Giovanni, noto per le sue fortunate serie televisive come I bastardi di Pizzofalcone.

ERT rinnova il suo invito a festeggiare insieme l’arrivo del 2020: il 31 dicembre Bichu Tesfamariam trasformerà il Teatro Storchi in un circo etiope, sospeso fra suggestioni, colori e influenze lunari.

Oltre agli spettacoli, fondamentale e irrinunciabile per ERT è “L’altra stagione“: l’universo delle attività che si irradiano sul territorio coinvolgendo le istituzioni cittadine più importanti, come Biblioteca Civica „A. Delfini“, l’Associazione Circuito Cinema, gli Amici dei Teatri Modenesi o la nuova collaborazione con Fondazione Modena Arti Visive, fino ad alcune realtà simbolo del mondo culturale italiano, per creare un‘intensa agenda di incontri ed eventi speciali.

Il nostro impegno mira – come infatti sostiene il PresidenteGiuliano Barbolini a far sì che la Fondazione si connoti e sia riconosciuta come interlocutore fondamentale nelle pratiche culturali della città e che il Teatro venga sentito come “luogo necessario” alla sua vita civile e sociale, in virtù di un modo di intendere la programmazione che non si esaurisce solo nell’offerta degli spettacoli (assai valida per noi, rimessa però al giudizio di spettatori e critica), ma comprende anche una ricca progettualità di attività, pensate come parte integrante della stagione e realizzate grazie a una capillare rete di collaborazioni con importanti istituzioni cittadine e non solo».

Grande novità della stagione, la nuova collaborazione con la maggiore manifestazione dedicata all’editoria, il Salone Internazionale del Libro di Torino, con tre appuntamenti d’eccezione, che caratterizzano le programmazioni di Modena, Bologna, Cesena, e che vedranno protagonisti ospiti di rilevanza internazionale e nazionale, in dialogo tra narrativa, giornalismo, cinema e musica.

Nella volontà di creare un rapporto privilegiato con la cittadinanza, nasce inoltre la nuova Compagnia stabile di ERT Fondazione, alla cui cura sono affidate molte attività della stagione, dalle maratone letterarie alle visite spettacolo, fino alle letture a puntate.

Alla radio sono dedicati due importanti progetti: Dietro le quinte: il teatro come non lo avete mai sentito, ideato con NetLit, che per il secondo anno porta il teatro negli studi di Radio Città del Capo (programma realizzato e condotto da Massimiliano Colletti e Chiara Colasanti); e L’ora del vero sentire. Passioni, incontri e scaramanzie dei protagonisti della stagione ERT, quindici appuntamenti curati da Piera Raimondi Cominesi su RadioEmiliaRomagna, per scoprire i segreti e i sogni di chi sale sul palco.

Sempre in ambito radiofonico, per la stagione 2019/2020, RAI Radio3 diventa main partner della Fondazione anche in virtù di una comune progettazione su vari fronti.

Sul “versante Scuola“ proseguono le molte attività dedicate agli studenti, dal Teatro in classe, alla stagione di Teatro per Ragazzi, dalle Lezioni spettacolo ai Classroomplay, fino ai corsi Storie di teatro e Ad Alta voce, dedicati anche ai docenti. In coerenza con l‘attenzione destinata alla formazione, è stato infatti appena rinnovato il Protocollo d‘Intesa triennale con l’Ufficio scolastico della Regione Emilia-Romagna per i percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento (ex alternanza scuola-lavoro), che conducono gli alunni a vivere il mondo teatrale e le sue dinamiche a diretto contatto con i professionisti del settore.

Dal 12 settembre è possibile acquistare qualsiasi formula d’abbonamento PROSA 12, INVITO A TEATRO e CARTA TEATRO. Per favorire una maggiore trasversalità, a partire da quest’anno è possibile acquistare la CARTA TEATRO OPEN, l’abbonamento che consente di scegliere liberamente gli spettacoli fra tutti i cartelloni dei teatri ERT (Teatro Arena del Sole – Bologna, Teatro Dadà – Castelfranco Emilia, Teatro Fabbri – Vignola, Teatro Bonci –Cesena). Sempre in questa direzione va Tutti a bordo: si parte!, un servizio di navette che consentirà di assistere alle proposte più interessanti dei cartelloni delle altre città di ERT.

A partire da sabato 28 settembre sarà possibile acquistare i biglietti per le singole rappresentazioni.

Marco Paolini apre la stagione 2019-2020 del Teatro Storchi con il suo nuovo spettacolo Nel tempo degli dei. Il calzolaio di Ulisse in scena dal 10 al 13 ottobre. Ex guerriero ed eroe, ex aedo, l’Ulisse di Paolini, pellegrino e invecchiato, non ama svelare la propria identità e tesse parole al limite della realtà che diventano mito. La stagione del Teatro Storchi prosegue poi dal 24 al 27 ottobre con un altro mattatore della scena italiana: Umberto Orsini riallestisce Il nipote di Wittgenstein uno dei suoi spettacoli più riusciti, originariamente prodotto da ERT nel 2001.

Nell’ambito del progetto Elias Canetti. Il secolo preso alla gola, ERT mette in scena due testi dell’autore premio Nobel per la Letteratura nel 1981, capace di fotografare con sconcertante attualità la società di oggi. Il primo, Nozze, debutta in prima assoluta al Teatro delle Passioni dal 7 al 15 dicembre: alla sua prima regia, Lino Guanciale dirige questo testo sul crollo dell’Europa tra le due Guerre Mondiali. Il secondo, La commedia della vanità, va in scena in prima assoluta al Teatro Storchi dal 27 novembre al 8 dicembre: dopo La resistibile ascesa di Arturo Ui, un’analisi delle motivazioni economiche hanno portato Hitler al potere, Claudio Longhi dirige ora il testo di Canetti che ritrae l’incubo di una dittatura nascente e acclamata a gran voce dalla massa. Sabato 7 e domenica 8 dicembre sarà possibile assistere a entrambi gli spettacoli in forma di maratona.

Al Teatro Storchi il 19 e 20 dicembre uno degli spettacoli più noti della compagnia tedesca Familie Flöz Teatro Delusio. In scena dal 2004 con una tournée internazionale, lo spettacolo trascina il pubblico in un mondo carico di comicità e suggestione, con una poesia tipicamente “Flöz”.

Dopo Operette morali da Giacomo Leopardi, Fondazione Collegio San Carlo ed ERT Fondazione continuano la loro ricognizione triennale degli affascinanti paesaggi del pensiero filosofico moderno con Stati e Imperi della luna di Savinien Cyrano de Bergerac, in scena dal 20 al 22 dicembre presso il Teatro della stessa Fondazione Collegio San Carlo. De Bergerac ci trasporta fin sulla luna, anticipando di qualche decennio i celebri Viaggi di Gulliver.

Il 31 dicembre San Silvestro al Teatro Storchi con Circus Abyssian. Ehtiopian Dreams, lo spettacolo che ha incantato il pubblico al Festival d’Edimburgo nel 2017. Un vero e proprio circo africano, diretto da Bichu Tesfamariam, che si ispira al paesaggio sonoro etiope per intrecciare autobiografia, giocoleria, contorsionismo e danza.

Dal 9 al 12 gennaio è la volta de Il silenzio grande con la regia di Alessandro Gassmann, con il testo scritto da Maurizio De Giovanni. Autore napoletano di libri di successo, come Il commissario Ricciardi o I bastardi di Pizzofalcone, da cui è stata tratta l’omonima e fortunata serie televisiva che vede lo stesso Gassmann impegnato nelle vesti dell’ispettore Lojacono, lo scrittore firma per la prima volta una commedia teatrale.

Oltre ai grandi nomi della scena italiana e internazionale fin qui elencati, nella stagione del Teatro Storchi trova spazio anche la musica: il 18 gennaio i Modena City Ramblers sono sul palco con Riaccolti in teatro, un concerto in una speciale versione acustica che ripropone i tanti cavalli di battaglia e successi della band emiliana; Gioele Dix firma la regia di Manicomic, il nuovo spettacolo, 7 e 8 febbraio, di Rimbamband, il gruppo teatral-musicale comico composto da Raffello Tullo, Renato Ciardo, Nicolò Pantaleo, Francesco Pagliarulo e Vittorio Bruno. I cinque artisti hanno creato un genere unico, in cui il teatro e la comicità vanno a braccetto con la giocoleria, la clownerie, il mimo, il tip tap e la capacità musicale di ogni strumentista. Il 6 e il 7 marzo va in scena Orchestra di Piazza Vittorio all’opera: attraverso gli strumenti e le lingue che nel tempo hanno caratterizzato il suono multietnico dell’Orchestra di Piazza Vittorio, dodici musicisti e cantanti propongono alcune arie tratte da Il flauto magico, Don Giovanni, Carmen e da autori come Giuseppe Verdi e Kurt Weill.

Dal 23 al 26 gennaio Ditegli sempre di sì, una delle più fortunate e divertenti commedie di Eduardo De Filippo messa in scena dalla Compagnia di Teatro di Luca De Filippo con Carolina Rosi e Gianfelice Imparato. A dirigere la compagnia sarà Roberto Andò, regista abituato a muoversi fra cinema e teatro, qui alla sua prima regia eduardiana.

Francesco Piccolo, scrittore, sceneggiatore e autore televisivo fra i più poliedrici del panorama teatrale italiano, condivide il palco il 2 febbraio con Francesco Diliberto, in arte Pif, nello spettacolo Momenti di trascurabile (in)felicità.

Dopo l’incontro con Antigone, Federico Tiezzi affronta, attraverso l’opera di Goethe, un altro grande mito in Scene da Faust in scena dal 13 al 16 febbraio. Un’opera monumentale attorno alla figura del medico e mago cinquecentesco diventato parte dell’immaginario collettivo della cultura occidentale, oltre che simbolo della crisi di conoscenza dell’uomo contemporaneo.

Filosofo e scrittore sloveno, uno dei più rinomati intellettuali del panorama mondiale, per la sua prima opera teatrale con la regia di Angela Richter, Slavoj Žižek sceglie la tragedia classica Antigone, in prima nazionale il 26 e il 27 febbraio. Una reinterpretazione del mito classico che l’autore specifica essere un esercizio etico e politico, alla maniera di Bertolt Brecht. Un’analisi approfondita del “sistema Europa” oggi che potrebbe aprire una prospettiva sulla crisi europea, su quella dei rifugiati, sulla Brexit e sulla costruzione di muri.

Un caso letterario dal 12 al 15 marzo: Mark Haddon ha dominato le classifiche mondiali con il suo romanzo Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte raccontando, come in un giallo, le peripezie di un adolescente autistico. Ferdinando Bruni ed Elio De Capitani hanno trasportato in scena nell’omonimo spettacolo la forza di questa di storia.

Massimo Popolizio, reduce dal successo del pasoliniano Ragazzi di vita, arriva dal 19 al 22 marzo con un testo classico di stringente attualità, Un nemico del popolo di Henrik Ibsen. Affiancato in scena da un’attrice del calibro di Maria Paiato, Popolizio indaga qui i grandi temi e contraddizioni della nostra società: dalla corruzione alla responsabilità etica per l’ambiente, dal ruolo dei media nella creazione di opinioni alla creazione del consenso nei rapporti fra massa e potere.

Dopo Dieci storie proprio così, che ha debuttato al Teatro San Carlo di Napoli nel 2011, Giulia Minoli ed Emanuela Giordano allestiscono il 26 marzo Se dicessimo la verità. Un altro affondo nel mondo della corruzione, una riflessione sul nostro futuro, minacciato dal disimpegno, che lascia spazio al potere criminale.

L’eccidio delle Fosse Ardeatine è conosciuto da tutti e in particolare, per i romani, ha segnato il momento più tragico dell’occupazione nazista. Questa storia viene raccontata in maniera confusa, sempre al contrario. Partendo dai materiali pubblicati nel libro di Alessandro Portelli, con Radio clandestina, in scena il 28 marzo, Ascanio Celestini dà voce a quella parte orale della storia che ha vissuto quei giorni in maniera viva, diretta e non rovesciata. Un lavoro quello di Celestini ancora necessario e urgente a vent’anni di distanza dal suo debutto.

Continua l’indagine di Carmelo Rifici sugli archetipi dell’inconscio collettivo: dal 2 al 5 aprile va in scena Macbeth, le cose nascoste. Lo spettacolo è una riscrittura del testo shakespeariano, frutto dell’incontro e del dialogo fra due psicanalisti junghiani, Giuseppe Lombardi e Luciana Vigato, e la compagnia diretta dal regista e direttore di LAC Lugano Arte e Cultura.

Coppia artistica ineguagliabile del panorama teatrale contemporaneo, Antonio Rezza e Flavia Mastrella, Leone d’Oro alla carriera per il Teatro nel 2018, allestiscono il 18 e 19 aprile Fratto _ X, uno dei tre spettacoli della personale che ERT presenta sulla compagnia fra Modena, Bologna e Cesena.

Dopo aver interpretato il premio Nobel Grazia Deledda nello spettacolo Quasi grazia e dopo aver portato in scena il suo punto di vista sulla “questione femminine” delle quote rosa in Dove sono le donne?, Michela Murgia, scrittrice tra le più impegnate nelle battaglie civili, il 24 aprile dà voce al suo libro Istruzioni per diventare fascisti edito da Einaudi.

Chiude la stagione del Teatro Storchi il Leone d’Oro 2015 per il Teatro Christoph Marthaler. Personalità geniale, tra i più amati della scena contemporanea europea, il regista svizzero presenta in prima nazionale il 9 e 10 maggio il nuovo lavoro Das Weinen (Das Wähnen). Verso la fine degli anni ’80, l’artista Dieter Roth affidò uno dei suoi lavori letterari ad un giovane musicista svizzero. Si trattava di un libro realizzato in uno strano formato verticale, intitolato Das Weinen. Das Wähnen (Tränenmeer 4). Il destinatario di questo regalo era lo stesso Christoph Marthaler. Da quel momento in poi, fu lui a portare il libro di Roth da Zurigo a Basilea, da Basilea a Parigi, da Parigi ad Amburgo. Un testo che va controcorrente rispetto all’attuale tendenza politica alla specificità e all’isolamento.

Inaugura la stagione 2019-2020 del Teatro delle Passioni il debutto assoluto di Tutto fa brodo dal 15 al 27 ottobre. In scena diciannove giovani attori, in una produzione collegata al corso Perfezionamento attoriale internazionale, cofinanziato dal Fondo sociale europeo, Regione Emilia-Romagna. Nello spettacolo i giovani interpreti si confronteranno con il linguaggio della compagnia belga Laika, sospeso fra cultura del cibo e “teatro dei sensi”, inteso come luogo di creazione di un’identità comunitaria attraverso la convivialità.

Dopo il successo di Fedra, prodotto da ERT nel 2015, tornano insieme in scena dal 29 ottobre al 10 novembre Laura Marinoni e Fabrizio Falco con Arizona. Un testo oggi profetico di Juan Carlos Rubio sugli integralismi europei e sui confini, un invito a riflettere sul nostro tempo e sulle nostre paure.

Teatrino Giullare presenta dal 12 al 24 novembre Menelao, una produzione ERT. A firmare la drammaturgia è Davide Carnevali che con questo testo si è aggiudicato nel 2016 la menzione speciale della giuria alla prima edizione del Premio Platea.

La stagione prosegue dal 7 al 15 dicembre con il già citato Nozze di Elias Canetti che vede Lino Guanciale al suo esordio come regista.

Una prima assoluta dal 17 al 22 dicembre: Giorgina Pi, regista romana che negli ultimi anni ha lavorato intorno ai testi di una delle più importanti autrici della drammaturgia mondiale, l’inglese Caryl Churchill, sceglie di confrontarsi con la rapper, poetessa e scrittrice Kate Tempest per il suo nuovo spettacolo Wasted. I protagonisti della “waste land” ritratti dall’artista inglese sembrano parlarci di oggi: mai abbastanza giovani, mai abbastanza vecchi, questi personaggi sembrano destinati a non essere mai all’altezza.

Dopo sedici anni, Kinkaleri, compagnia fiorentina nata nel 1995 con l’obiettivo di operare fra sperimentazione teatrale, ricerca sul movimento, performance e installazione, riallestisce l’11 e il 12 gennaio <OTTO>. L’intento è quello di capire cosa ci sia ancora di vero in uno spettacolo che navigava nel vuoto, facendo del crollo l’emblema di una nuova era.

Il 14 e 15 gennaio è la volta di fedeli d’Amore, un “polittico in sette quadri” di Marco Martinelli attorno a Dante Alighieri e al nostro presente. Le voci di questo “polittico” sono un’unica voce che ne sa contenere innumerevoli, quella di Ermanna Montanari, premio Ubu 2018 come miglior attrice o performer.

Il 18 e 19 gennaio va in scena Mi chiamo Andrea, faccio fumetti: in un monologo disegnato, Andrea Santonastaso racconta, attraverso le parole scritte da Christian Poli, l’arte di uno dei più grandi fumettisti che il nostro paese abbia mai avuto, Andrea Pazienza.

Peter Pan guarda sotto le gonne, Stabat Mater e un Eschimese in Amazzonia compongono la Trilogia sull’identità, dal 21 al 26 gennaio. Liv Ferracchiati, che occupa un posto di riguardo nel panorama italiano della nuova drammaturgia under 35, selezionato da Antonio Latella per la Biennale Teatro 2017, indaga qui il tema dell’identità di genere.

Ad affrontare il tema dell’identità è anche Vuccirìa Teatro, formazione artistica fondata da Joele Anastasi ed Enrico Sortino e prodotta dal 2018 dalla Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini, che sceglie Battuage (qui la nostra recensione) come titolo del suo spettacolo, in scena dal 28 al 30 gennaio. Il termine è stato coniato per definire tutti quei luoghi battuti da persone in cerca di rapporti occasionali: un viaggio all’interno dell’animo umano, declinato della sua più profonda oscurità.

A partire dal testo di David Lescot, Elvira Frosini e Daniele Timpano mettono in scena l’1 e il 2 febbraio Gli sposi. Romanian tragedy. Nicolae Ceausescu e Elena Petrescu sono una coppia al potere: dittatori capricciosi e sanguinari, questi Macbeth e Lady Macbeth dei Balcani hanno seminato la paura nel popolo rumeno per poi finire sommariamente giustiziati davanti alle telecamere e sotto gli occhi del mondo la notte del 25 dicembre 1989.

Dal 14 al 16 febbraio Luca Carboni, che il pubblico di Modena ricorderà nel cast di 1984 prodotto nella scorsa stagione da ERT, e Gabriel Da Costa debutteranno in prima assoluta con lo spettacolo Get your shit together. Esercizi di approssimazione per umani. Partendo dai “glitch” (immagini deformate dall’errore digitale o analogico), i due artisti si concentreranno sullo stato di agitazione che questo provoca.

In veste di autore e regista, dal 3 all’8 marzo Emanuele Aldrovandi allestisce al Teatro delle Passioni Farfalle, spettacolo tratto dal testo vincitore del Premio Hystrio 2015 e prodotto da Emilia Romagna Teatro Fondazione, Associazione Teatrale Autori Vivi – compagnia nata proprio con l’obiettivo di mettere la drammaturgia contemporanea al centro del processo di creazione di uno spettacolo -, e Teatro Elfo Puccini.

Finalista Ubu come miglior progetto sonoro nel 2018, In your face di e con Fiorenza Menni e Andrea Mochi Sismondi in scena il 14 e 15 marzo, attinge da alcuni profili Facebook e utilizza il linguaggio dei social media per la riscrittura di Trovarsi di Luigi Pirandello.

Enzo Vetrano e Stefano Randisi sono registi e interpreti dal 17 al 29 marzo di Quando la vita ti viene a trovare. Dialogo tra Lucrezio e Seneca. Autori necessari non solo perché hanno segnato la storia del pensiero europeo, ma soprattutto perché simboli di due concezioni rivali del mondo, al latinista e autore del testo Ivano Dionigi è sembrato naturale far incontrare Lucrezio e Seneca nella forma ravvicinata e viva del dia-logo, dove la parola e la ragione (logos) dell’uno incrociano e attraversano (dia-) quelle dell’altro.

Seguendo la tendenza del momento di riallestire spettacoli del passato, dal 31 marzo al 11 aprile va in scena La Gaia Scienza – La Rivolta degli Oggetti. Lo spettacolo originariamente ha debuttato nel 1976, anno di costituzione della Gaia Scienza, una delle storiche compagnie italiane fondata da Giorgio Barberio Corsetti, oggi direttore del Teatro di Roma, Marco Solari e Alessandra Vanzi. Dopo oltre quarant’anni torna in scena lo spettacolo che ha affascinato fin da subito pubblico e critica.

Torna a collaborare con ERT Pietro Babina: il Teatro delle Passioni chiude la stagione con il debutto del suo nuovo spettacolo Alla voragine (Là dov’è l’ingresso, è anche l’uscita) dal 28 aprile al 10 maggio. In una sorta di variazione di Finale di partita, due attori in scena si confronteranno e rifletteranno attorno all’idea di fallimento.

 

(18 settembre 2019)

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