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Ragazzi di Tehran: l’Iran fascioclericale non ammette la festa del lavoro né sindacati indipendenti

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di Ragazzi di Tehran #primomaggio twitter@gaiaitaliacom #Iran

 

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Il primo maggio era la festa dei lavoratori. Festa riconosciuta praticamente in tutto il mondo, ma non in Iran Paese che, da buon regime di matrice fascio clericale corportativo/mafioso, non ammette la presenza di sindacati indipendenti dal volere del potere centrale.

Nonostante i divieti, ogni anno il primo maggio nella Repubblica Islamica, ci sono dei coraggiosi sindacalisti indipendenti che scendono in piazza per protestare contro la disoccupazione, i salari da fame e l’assenza di diritti dei lavoratori. E’ accaduto anche quest’anno. Ieri c’è stata quindi una pacifica dimostrazione sindacalista davanti al Parlamento iraniano. Neanche a dirlo, la manifestazione è stata violentemente repressa dalle forze di sicurezza, che hanno arrestato una dozzina di partecipanti.

Tra gli arrestati ci sono: Reza Shahabi, rappresentante degli autisti di autobus e Hassan Saedi, Kayvan Samimi, Farhad Sheikhi, Vahid Fereydoun, Nasser Moharramzadeh, Rasoul Taleb Moghaddam, Asadollah Soleimani, Mohammad Ali Aslani, Kamyar Fakour, “Ms. Shiri,” Elham Salehi, Anisha Asadollahi, Merdas Taheri, Mohsen Soleimaninejad, Hadi Soleimani, Mehdi Azimi, Mahan Salehi, Ghasem Khalouie, Mohammad Aslaghi e Amir Mohammad Taheri (tutti questi identificati dall’Unione dei Liberi Lavoratori dell’Iran).

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Secondo la polizia iraniana, i manifestanti sono stati arrestati perché “la manifestazione non era autorizzata”. Peccato che, secondo l’articolo 27 della Costituzione iraniana, le “pubbliche riunioni e le marce possono tenersi liberamente, a condizione che non siano presenti armi e non vengano danneggiati i principi dell’Islam”.

Un parlamentare iraniano eletto a Teheran, Ahmad Mazani, ha quindi addirittura confermato che la manifestazione rispettava questi parametri e non necessitava di autorizzazione. Purtroppo, nonostante l’articolo della Costituzione, essere sindacalisti in Iran è considerato una minaccia alla sicurezza nazionale. Secondo il sito di informazione indipendente Meidaan, la manifestazione è iniziata verso le 10 del mattino ed erano presenti ben 300 persone che, dalla stazione metro vicina a Piazza Baharestan, hanno marciato fino al parlamento. Qui, appunto, è iniziato lo scontro con la polizia che, a quanto pare, è stato molto cruento. La manifestazione quindi è terminata alle 11, con una ventina di feriti e una dozzina di arresti.  E di fronte a queste nuove repressioni, l’Occidente – in primis i sindacati italiani – continuano a tacere…

 





(2 maggio 2019)

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