Nelle parole degli organizzatori un ricordo della sua partecipazione a quasi tutte le edizioni del festival, ben 21. Un legame profondo, iniziato con la fondatrice Michelina Borsari, nel segno di un’autentica amicizia. Il Consorzio per il festivalfilosofia: “Ci ha insegnato a non fermarci alla superficie delle cose”
Il legame di Enzo Bianchi col festivalfilosofia va ben oltre le numerosissime edizioni cui ha voluto partecipare: ben ventuno, a partire dal 2002, cui si sarebbe aggiunta la sua lezione in programma per il prossimo 20 settembre e dedicata agli effetti del messianesimo, sotto il titolo Chiesa e Regno.
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Il cordoglio espresso dal Consorzio per il festivalfilosofia e dagli organizzatori è collettivo: “A lui dobbiamo un’attenzione fuori dal comune nel riconoscere la consonanza fra l’urgenza dei temi della società contemporanea e la permanenza dei temi della spiritualità e della filosofia, che valicano i secoli e i millenni. Ciò trova riscontro scorrendo gli argomenti delle lezioni magistrali che ha tenuto nel corso di questo quarto di secolo, e che spaziano dal senso della comunità al peso della gloria, dalla sequela spirituale al concretissimo pane della terra, dal lavoro inteso come maledizione biblica – e ciò nondimeno aspetto fondativo dell’identità umana – alla misericordia come pratica non solo di perdono individuale, ma di giustizia su vasta scala. Nell’indagare di anno in anno questa molteplice dimensione dell’umano e del divino, declinandola di volta in volta sul tema scelto per il festival, ci ha insegnato a non fermarci alla superficie delle cose e a riconoscere come, alla soluzione di ogni interrogativo, non possano che conseguire altri interrogativi sul mistero di ciò che ci circonda. Soprattutto, però, la sua costante e duratura vicinanza al festivalfilosofia si è svolta nel segno dell’amicizia: quella iniziata con la nostra fondatrice, Michelina Borsari, poi espansa fino ad accogliere l’intera comunità del festival, cui ritornava sempre con affetto. Ai tanti amici di Enzo Bianchi, ai suoi cari, vanno il nostro dolore e il nostro grato pensiero”.
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