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Pinocchio, che cos’è una persona? Al Teatro Storchi l’11 e 12 aprile

Il lavoro di ridefinizione delle identità attraverso l’arte e il teatro, la centralità della persona e delle sue fragilità sono solo alcuni dei temi sollevati da Pinocchio. Che cos’è una persona? ideato, scritto e diretto da Davide Iodice, fra gli artisti di casa ERT da questa Stagione. Per lo spettacolo e per il percorso che condivide con la Scuola Elementare del Teatro – Conservatorio popolare per le arti della scena di Napoli, Davide Iodice ha ricevuto il Premio Speciale Ubu e il Premio ANCT – Associazione nazionale critici del teatro nel 2024.

In scena sabato 11 alle ore 19.00 e domenica 12 aprile alle 16.00 al Teatro Storchi di Modena.

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Lunedì 13 aprile alle ore 15.00 appuntamento con il ciclo Conversando di teatro promosso da ERT e Associazione Amici dei Teatri Modenesi. Davide Iodice incontra il pubblico presso il Dipartimento Studi Linguistici e Culturali (Aula B0.6, Largo Sant’Eufemia 19), modera Angela Albanese, docente di Letterature comparate Università di Modena e Reggio Emilia, Dipartimento di Studi Linguistici e Culturali. Rai Cultura ha dedicato al suo percorso artistico e pedagogico il documentario dal titolo Davide Iodice. Pinocchio e gli altri, realizzato in collaborazione con la Biennale di Venezia dove lo spettacolo Pinocchio è stato fortemente voluto dal direttore Willem Dafoe nel 2025. Nell’edizione 2026 è previsto il debutto del suo nuovo lavoro Promemoria prodotto dalla Biennale di Venezia.

Protagonisti sul palco le attrici e gli attori della Scuola Elementare del Teatro – Conservatorio popolare per le arti della scena, il progetto di arte e condivisione a partecipazione gratuita ideato e diretto dallo stesso Iodice; un luogo di ricerca e formazione permanente, un laboratorio produttivo e una rete di cooperazione che si rivolge a una platea di persone con disagio economico e sociale, con disabilità fisica e intellettiva. Con loro in scena genitori, care givers, tutor e amici che, attraverso la storia del burattino di Collodi, esplorano i temi della diversità e della fragilità attraverso l’ascolto e l’autenticità.

Che cos’è una persona? È da questa domanda che prende vita lo spettacolo, un’indagine intensa sull’accettazione e sulla bellezza delle differenze, un interrogarsi profondo e delicato sull’identità e sulla società attraverso gli occhi di chi è spesso invisibile.
Davide Iodice crea insieme al suo gruppo di attrici e attori con disabilità e neurodiversità un’esperienza emozionante e necessaria, un’immersione poetica dentro la fiaba per condividere tutti insieme cosa vuol dire essere persone umane, dando la parola a chi troppo spesso è inascoltato. Lo spettacolo non è solo una riscrittura della fiaba, ma un’opera che rende il teatro un luogo vivo, di ascolto e reciprocità, in cui le fragilità diventano forza e bellezza.

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Il lavoro su Pinocchio ha permesso a questo gruppo di attori “extra-ordinari”, come li definisce lo stesso Iodice, di ritrovare nel burattino un simbolo di sé stessi, celebrando la bellezza delle differenze e la complessità dell’essere umani. «Più volte in questi dieci anni – si legge nelle note di regia – la figura del burattino Pinocchio ci è stato di ispirazione. Da sempre ci siamo rivolti a lui come a un fratello simbolico dei ragazzi con sindrome di Down o di autismo, o Williams, o Asperger che compongono l’articolato gruppo di lavoro. Come pure appartiene alla stessa famiglia di quei ragazzi “miracolosamente” sottratti al crimine o in pieno percorso di ridefinizione della propria esistenza all’uscita del carcere che non hanno potuto (?) o saputo (?) evitare. Pinocchio e l’intera compagine simbolica della favola sembrano incarnare tutte le caratteristiche di un’adolescenza incomprensibile, incompresa, nel cui tormento a tratti gioiosamente furioso, a tratti cupo e irredimibile, si specchia una società di adulti da macchietta o in rovina. Pinocchio è il diverso, è tutti i diversi, con la loro carica anarchica e dirompente ma è pure il legno “stuprato” come diceva Bene, dalla perversione “dell’immagine e somiglianza” aggiungo io di un Padre, di tutta una Società normalizzante per la quale il concetto di Persona ha canoni rigidi, di convenzione, borghesi. Pinocchio, in una prima stesura, finiva con l’impiccagione del burattino, come a segnare un’impossibilità di uscita, poi corretta da Collodi con una definitiva, conciliante, benevola trasformazione in bambino, in Persona. Si, ma che cos’è una Persona?».

Attraverso la figura di Pinocchio, vengono esplorati i temi dell’identità, della fragilità e anche della genitorialità: quando Pinocchio ritrova suo padre nella pancia della balena e «Geppetto – scrive Davide Iodice – gli dice che tra un po’ la candela si spegnerà e rimarranno al buio. Pinocchio risponde: “E dopo?” e Geppetto non riesce a trovare la risposta, la soluzione la troverà Pinocchio. Questo “dopo” è un po’ la domanda principale che si pone qualsiasi genitore di un ragazzo “straordinario” come preferisco dire, nel senso di extra- ordinario, cioè fuori dall’ordinario. La risposta non spetta solo alla famiglia, ma anche alla società, alla comunità, a chi si occupa di assistenza. Geppetto è un genitore che ha un figlio generato da un pezzo di legno e vuole a tutti i costi renderlo “normale”. Noi che lavoriamo con la diversità e la fragilità, sappiamo come il concetto di normalità sia molto malinteso e pericoloso. Sento l’esigenza, dopo anni, di fare un vero e proprio manifesto per e sulla disabilità. Spesso c’è tanta retorica, tanta carità un po’ penosa. Quello della disabilità è un mondo molto complesso e ricco, c’è una volontà di espressione da parte di questi ragazzi, di essere visti per quello che sono. Ai ragazzi spiego che la “normalità” è il diritto ad avere momenti di felicità, di espressione, di condivisione».

Ideazione, drammaturgia, regia, scene e luci Davide Iodice
con Giorgio Albero, Gaetano Balzano, Danilo Blaquier, Federico Caccese, Stefano Cocifoglia, Giuseppe De Cesare, Simona De Cesare, Veronica d’Elia, Patrizia De Rosa, Gianluca De Stefano, Paola Delli Paoli, Chiara Alina Di Sarno, Aliù Fofana, Cynthia Fiumanò, Marino Mazzei, Serena Mazzei, Giuseppina Oliva, Ariele Pone, Tommaso Renzuto Iodice, Giovanna Silvestri, Jurij Tognaccini, Renato Tognaccini
compagnia Scuola Elementare del Teatro APS

 

 

(1 aprile 2026)

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