Domenica 11 gennaio alle 17 il Museo Civico di Modena apre le porte a una visita guidata speciale alla mostra “Voci, saperi, patrimoni. Dall’Amazzonia al Museo”, un appuntamento che invita il pubblico a conoscere un progetto internazionale capace di ripensare in modo radicale il senso stesso del museo etnologico. L’ingresso è gratuito e la visita si svolge in compagnia della co-curatrice Cristiana Zanasi, che accompagna i visitatori lungo un percorso di scoperta, ascolto e confronto.
La mostra, inaugurata a dicembre e allestita fino al 22 marzo 2026, nasce da un articolato percorso di collaborazione che unisce istituzioni culturali e accademiche italiane – il Museo Civico di Modena e il Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture Moderne dell’Università di Bologna – e i “Musei vivi” del Projeto Nova Cartografia Social da Amazônia. È un’esperienza di ricerca, scambio e co-progettazione che ridefinisce il modo di concepire il museo non più come semplice luogo di conservazione, ma come spazio di relazione, dialogo e costruzione condivisa del sapere.
L’esposizione occupa due sale e si sviluppa come un itinerario che intreccia storia, presente e futuro. Nella prima sala, il percorso si apre con la sezione “Ripensare il Museo”, che affronta la storia delle raccolte etnologiche e la necessità di rileggerle alla luce delle voci dei territori da cui quegli oggetti provengono. Accanto a questa riflessione, la sezione “Rimappare l’Amazzonia” presenta l’attività del Projeto Nova Cartografia Social da Amazônia, nato nel 2004 per sostenere, attraverso la diffusione dell’auto-cartografia, le rivendicazioni dei popoli e delle comunità tradizionali della regione amazzonica.
Se la prima sala apre uno spazio critico e di interrogazione, la seconda si trasforma in uno spazio di presenza viva. Dal 1° al 13 dicembre scorsi, gli esponenti dei “Musei vivi” – i Centri di scienze e saperi che in Amazzonia custodiscono la memoria e le pratiche di intere comunità – hanno lavorato fianco a fianco con il personale del Museo Civico per allestire la sala. Sono arrivati a Modena portando con sé le loro voci, i loro oggetti, le loro storie. Sono stati loro stessi a scegliere, disporre e raccontare gli elementi esposti, scrivendo le didascalie in tempo reale. Ne è nato un allestimento che rompe la rigidità delle teche museali per aprire uno spazio di incontro diretto tra pubblico e comunità, un luogo in cui il museo smette di essere un contenitore e diventa conversazione, relazione, scambio vivo.
La visita guidata condotta da Cristiana Zanasi, co-curatrice della mostra, consente ai visitatori di attraversare i diversi livelli del progetto che ha portato alla realizzazione dell’esposizione e di comprendere il ruolo di un museo che sceglie di accogliere e interpretare le sollecitazioni del vasto dibattito internazionale volto a promuovere un approccio critico e polifonico, aperto a voci e sguardi molteplici, in primo luogo quelli dei paesi e dei popoli da cui provengono le testimonianze etnologiche.
(9 gennaio 2026)
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