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Al Teatro Storchi “Nothing” di Michela Lucenti, il 21 gennaio

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La coreografa e danzatrice Michela Lucenti, artista associata di ERT e curatrice della rassegna di drammaturgia fisica Carne, con il suo collettivo nomade Balletto Civile è in scena domenica 21 gennaio alle ore 16.00 al Teatro Storchi di Modena con Nothing. Nel nome del padre, del figlio e della libertà, spettacolo liberamente tratto dal Re Lear di William Shakespeare e dedicato a una riflessione sul tema del potere dei padri e del peso della loro eredità.

Insieme alla stessa Lucenti, un ricco cast di co-creatrici/tori e interpreti: Fabio Bergaglio, Daniele Boccardi, Attilio Caffarena, Maurizio Camilli, Maurizio Lucenti, Michela Lucenti, Alessandro Pallecchi, Emanuela Serra, Giulia Spattini.

Con Nothing, Michela Lucenti prosegue e approfondisce la sua indagine artistica sul senso dell’eredità dei padri, già affrontata in altri lavori a confronto proprio con l’opera shakespeariana come Hamlet Puppet, concentrando qui il focus sulla possibilità o meno di ricominciare rinnegando «l’idea di classico che ci sovrasta».

La trama del Re Lear intreccia due linee narrative: le vicende del regno di Britannia, lasciato dall’anziano re nelle mani delle figlie maggiori, che si riveleranno delle traditrici, a differenza di Cordelia, disconosciuta dal padre per non essere riuscita a dimostrare a parole l’adorazione per lui; e la storia del conte Gloucester, anche lui alle prese con intricate relazioni famigliari, tra fughe, travestimenti e tradimenti.

La complessa drammaturgia di Shakespeare, nelle mani del collettivo, si trasforma in una coreografia spigolosa, capace di inserirsi come un cuneo nelle pieghe della realtà in un duello fisico fra corpo e parole, movimento e spazio scenico. Il titolo evoca il “niente” pronunciato da Cordelia: è la parola che dà inizio alla distruzione del conosciuto e che apre le porte al nuovo, al sovversivo, ad un ordine che non era prestabilito.

L’immaginario dei padri è inteso come un aspetto che contamina i bisogni e le aspettative dei figli: questo è analizzato sulla base del suo peso e della sua incidenza sulle scelte personali. Il tentativo è rivendicare la necessità di allontanarsene e al contempo nutrirsene per poter trovare un nuovo dialogo al fine di fondare la propria identità e lasciare che sia il presente a divenire il nuovo classico. Tutti questi aspetti sono indagati attraverso il corpo, impegnato in una danza di assoli di coppia o di gruppo, una coreografia eclettica ed esplosiva quanto a tratti raggelata in movimenti stilizzati. È allora la danza a fare da collante proponendosi, in definitiva, come elemento rigenerante.

foto: Donato Aquaro


Nothing. Nel nome del padre, del figlio e della libertà
liberamente tratto dal Re Lear di William Shakespeare

regia e coreografia Michela Lucenti
drammaturgia Balletto Civile
creato e interpretato da Fabio Bergaglio, Daniele Boccardi, Attilio Caffarena, Maurizio Camilli, Maurizio Lucenti, Michela Lucenti, Alessandro Pallecchi, Emanuela Serra, Giulia Spattini
assistente alla creazione Ambra Chiarello
disegno sonoro Guido Affini
luci Stefano Mazzanti
assistente alle luci Chiara Calfa
scene e costumi Alessandro Ratti/Balletto Civile
produzione Balletto Civile – Teatro degli Impavidi (Sarzana) – Estate Teatrale Veronese / Comune di Verona in collaborazione con Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale e con Dialoghi/Residenze delle Arti Performative Villa Manin Codroipo
con il sostegno di MIC / Ministero della Cultura
nell’ambito del focus di drammaturgia fisica Carne


Michela Lucenti
conosce la compagnia di Pina Bausch attraverso i suoi danzatori Beatrice Libonati e Jan Minarik e alla Scuola del Teatro Stabile di Genova incontra la ricerca di Jerzy Grotowski negli insegnamenti di Thomas Richards. Dopo l’esperienza de L’IMPASTO Comunità Teatrale Nomade, nel 2003 fonda Balletto Civile e i primi lavori sono sostenuti e prodotti da CSS / Teatro Stabile d’Innovazione del FVG. Tra il 2005 e il 2007 la collaborazione con Valter Malosti ha portato alle creazioni The Sound of a Voice di Philip Glass, Disco Pigs di Enda Walsh, Nietsche/Ecce Homo, Macbeth, Venere e Adone da Shakespeare e Lazarus di David Bowie. Nel 2007 Ismael Ivo (al tempo direttore della Biennale Danza di Venezia) la chiama nello spettacolo Il mercato del corpo, e le commissiona Creatura (2008). Dal 2022 Michela Lucenti è artista associata di Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale, per cui cura la rassegna Carne. Nel 2022 debutta a VIE Festival con lo spettacolo Karnival, insieme a tutta la compagnia Balletto Civile, e con Davidson (concept e drammaturgia Maurizio Camilli, in scena insieme a Confident Frank). A dicembre 2023 ha debuttato con Les Fleurs al Teatro Arena del Sole di Bologna.

Balletto Civile è un progetto artistico nomade animato da una forte tensione etica, che si caratterizza per la ricerca di un linguaggio scenico totale, fondato nel 2003 da Michela Lucenti, Maurizio Camilli, Ambra Chiarello, Emanuela Serra, Francesco Gabrielli. Il lavoro del collettivo è stato sostenuto e prodotto dal CSS di Udine, Teatro Due di Parma, Teatro della Tosse di Genova e Neukoellner Oper di Berlino e ERT / Teatro Nazionale. Ha ricevuto riconoscimenti, tra i quali: il Premio ANCT nel 2010 e nel 2012; il CREOLE PRIZE nel 2010; Il Premio Internazionale Roma Danza nel 2011; il Premio Mydream nel 2012; nel 2016 il Premio Hystrio Corpo a Corpo; il Premio Danza&Danza Miglior Produzione nel 2017 per Bad Lambs. Nel 2020 lo spettacolo M.A.D. Museo Antropologico del Danzatore vince il premio Rete Critica nella sezione Danza e immagini.

 

 

(18 gennaio 2024)

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