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Il padre di Djokovic: “Noi Serbi non abbiamo mai attaccato nessuno”. Ci vuol coraggio

di Paolo M. Minciotti

E’ uomo dalle espressioni verbali contenute e raffinate, il Djokovic padre. Tanto contenute da paragonare prima il figlio a Gesù Cristo, e già ci vuol coraggio, per poi avventurarsi in un ardito: “Stanno calpestando la Serbia e il popolo serbo. Noi serbi siamo un popolo europeo orgoglioso. Nella storia non abbiamo mai attaccato nessuno“… Perché Djokovic padre deve avere cattiva memoria, oltre ai geni della protervia che ha regalato anche al figlio, andando fiero della sua malafede.

Che la famiglia Djokovic voglia puntare al Regno di Serbia immolando il pargolo alla causa, forse vedendolo già come futuro plenipotenziario? La versione famigliare della impopolare vicenda no vax è infatti: “Il visto non c’entra nulla, si tratta solo di una questione politica, vogliono mettere in ginocchio [sic] il nostro paese”. Ne deriva quindi che i Djokovic sono la Serbia?

A tanto arriva dunque la presunzione famigliare. Il pargolo no vax vuole essere al di sopra delle Leggi di uno stato sovrano ergo è tutta la Serbia ad essere sotto attacco (politico, of course). Scrivevamo da qualche parte che tutta la faccenda ci puzzava di stantìo complottismo studiato a tavolino per far scoppiare l’ennesima bomba fatta di violenza verbale, dietrologie scadenti, e tanta ignoranza. Non vorremmo mancare di rispetto ai morti ammazzati dai boia che hanno scatenato l’orrore della guerra nella ex-Jugoslavia approfondendo l’argomento per confutare le parole al vento di un anziano signore sconvolto dall’avere scoperto che gli hanno aperto la cassaforte di famiglia.

(7 gennaio 2022)

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