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“Ana contra la muerte” debutta dal 15 al 23 maggio al Teatro Storchi di Modena

di Redazione, #ERT

A riaprire il Teatro Storchi di Modena da sabato 15 a domenica 23 maggio è Ana contra la muerte (Anna contro la morte), un’inedita versione italiana in prima nazionale del nuovo spettacolo di Gabriel Calderón, uno dei maggiori artisti di teatro uruguaiani che con questo lavoro consolida la sua collaborazione con ERT Fondazione.

In scena, dirette dallo stesso Calderón che firma anche la drammaturgia, Anna Gualdo, interprete fra gli altri di registi come Luca Ronconi, Massimo Castri e ricci/forte, e cinque attrici – Chiara Alonzo, Fonte Fantasia, Paola Francesca Frasca, Lisa Imperatore, Chiara Tomei – selezionate dal corso della Scuola Iolanda Gazzerro di ERT Perfezionamento attoriale – Manifesto/Manifesti: per una poetica dell’azione, che il regista ha condotto nel 2020 insieme al connazionale Sergio Blanco.

Una madre si oppone con tutte le forze alla morte e affronta innumerevoli prove per cercare di salvare la vita di suo figlio malato. Non può permettersi altre cure, ma non può neanche lasciare che suo figlio muoia. Cosa è disposta a fare per salvarlo? Fino a che punto siamo in grado di capirla?

Una storia commovente che traspone sul palcoscenico in maniera semplice le esperienze più complesse della nostra esistenza, per riflettere su temi che risulterebbero dolorosi senza la mediazione del linguaggio teatrale.

Calderón si confronta ancora una volta con temi a lui cari: famiglia, violenza, morte. Ma in questo testo rinuncia all’umorismo e alla fantasia – che sono stati il suo marchio di fabbrica negli ultimi anni – senza però cadere nella solennità. La morte di un figlio in povertà viene messa in scena in modo intelligente pur senza compromessi.

Le possibilità di morire sono estremamente alte, ma quelle di non essere mai nati lo sono molto di più. Ogni persona che viene al mondo non è solo un miracolo della natura per i suoi complessi meccanismi biologici, ma è anche un miracolo statistico, poiché le possibilità di non nascere o di una morte prematura sono sempre state contro di noi. Ecco perché rifiutiamo la morte: non per paura, non per dolore, non perché sia innaturale: la rifiutiamo perché gli innaturali siamo noi, perché la morte è la regola che corregge l’eccezione della nostra nascita. La morte ci riporta alla teoria dei minerali e della polvere di stelle che popola altri mondi dove nulla si racconta perché nulla esiste.

Teatro Storchi
Largo Garibaldi, 15 – Modena
dal 15 al 23 maggio
dal martedì al sabato ore 19.00
domenica ore 16.00

foto: Serena Pea

Artista vicino a ERT Fondazione, Gabriel Calderón ha guidato gli allievi del corso Perfezionamento: Dramaturg internazionale della Scuola di Teatro Iolanda Gazzerro di ERT prima nel 2018 nella stesura della drammaturgia collettiva Ogni storia vale, Dialoghi difficili, rappresentato nello stesso anno al Teatro Storchi, e poi nel 2020 nell’ambito di VIE Festival nella lettura scenica L’interessante vita di qualcuno. Sempre di Calderón, il Festival ha ospitato nel 2019 per la prima volta in Italia il suo spettacolo Ex – que revienten los actores. Nel 2020 ha firmato la drammaturgia della produzione ERT La mia infinita fine del mondo con la regia di Lino Guanciale.

Il testo dello spettacolo Ana contra la muerte (Anna contro la morte) è pubblicato nella collana Linea di ERT Fondazione e Luca Sossella Editore.

Enfant prodige del teatro uruguaiano, nel 2001, a diciannove anni, Calderón ha scritto la sua prima opera, Mi Muñequita (La farsa) ottenendo un enorme successo nel suo paese. È entrato presto in contatto con la cultura europea: nel 2009 è stato drammaturgo residente presso il Royal Court Theatre di Londra e dal 2011 membro del Lincoln Center Theatre Directors Lab e artista residente del Théâtre des Quartiers d’Ivry a Parigi. È oggi riconosciuto come uno dei maggiori talenti della drammaturgia contemporanea.

Nel 2005 ha fondato, insieme a Martin Inthamoussú, la compagnia teatrale Complot, con cui ha creato oltre venticinque spettacoli, coinvolgendo altri artisti come Mariana Percovich, Ramiro Perdomo e Sergio Blanco. Dal 2006 al 2010 è Coordinatore Generale dei Progetti Culturali nella Direzione Nazionale della Cultura del MEC, mentre nel 2011 ha diretto la Segreteria Esecutiva delle Celebrazioni per il bicentenario dell’Uruguay. Negli ultimi anni, con la compagnia Complot, ha partecipato a vari festival internazionali.

Per la scena ha scritto numerose drammaturgie aggiudicandosi diversi riconoscimenti, tra cui Premio Florencio, Iris Award, Premio Morosoli e il Young Talents Award della Bank Boston Foundation nel 2006. Le sue opere sono state rappresentate in Argentina, Brasile, Panama, Perù, Spagna, Francia, Italia e Messico e tradotte in francese, tedesco, inglese, italiano e portoghese. Ex – que revienten los actores è stato il suo primo lavoro in scena in Italia, presentato a VIE Festival nel 2019 da ERT Fondazione, che nello stesso anno ha pubblicato l’antologia Teatro. Gabriel Calderón (Or-forse la vita è ridicola, 2009; Ex-esplodano gli attori, 2012) nella collana LineaExtra ideata con Luca Sossella editore. Per ERT, Calderón ha guidato gli allievi del corso Perfezionamento: Dramaturg internazionale della Scuola di Teatro Iolanda Gazzerro di ERT nella stesura della drammaturgia collettiva Ogni storia vale, Dialoghi difficili, messa in scena nel dicembre 2018 al Teatro Storchi dalla regista uruguayana Margarita Musto con gli allievi del corso Attore internazionale della stessa Scuola. Nell’ambito di VIE Festival 2020 ha curato la lettura scenica L’interessante vita di qualcuno, un’altra drammaturgia collettiva degli allievi del corso Perfezionamento: Dramaturg internazionale. Con Sergio Blanco, Gabriel Calderón ha condotto nel 2020 per la Scuola Iolanda Gazzerro il corso Perfezionamento attoriale – Manifesto/Manifesti: per una poetica dell’azione. Nel 2020 ha firmato la drammaturgia della produzione ERT La mia infinita fine del mondo con la regia di Lino Guanciale.

foto: Serena Pea

Ana contra la muerte (Anna contro la morte)
scritto e diretto da Gabriel Calderón
traduzione Teresa Vila          
con Anna Gualdo
e Chiara Alonzo, Fonte Fantasia, Paola Francesca Frasca, Lisa Imperatore, Chiara Tomei
scene Paola Castrignanò
costumi Eleonora Terzi
luci Vincenzo Bonaffini
assistente alla regia Teresa Vila e Daniel Papa De Dios
preparazione al canto Cristina Renzetti
direttore tecnico Massimo Gianaroli
direttore di scena e capo macchinista Emiliano Gisolfi
capo elettricista Lorenzo Maugeri
fonico Alberto Irrera
sarta Eleonora Terzi
responsabile del Laboratorio e capo costruttore Gioacchino Gramolini
costruttori Tiziano Barone, Riccardo Betti, Marco Fieni, Sergio Puzzo
scenografe realizzatrici Ludovica Sitti e Sarah Menichini, Benedetta Monetti, Rebecca Zavattoni
foto di scena Serena Pea
documentazione video Francesca Cappi, Riccardo Frati
produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione
prima nazionale
durata 1 ora e 20 minuti

 

 

(12 maggio 2021)

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