Venerdì 3 e sabato 4 luglio “Operette morali e Stati e Imperi della Luna” su ERTonAIR

di Redazione #Modena twitter@modenanewsgaia #Spettacolo

 

Dal 2010 due delle principali realtà culturali del territorio modenese, Emilia Romagna Teatro Fondazione e Fondazione Collegio San Carlo, lavorano in sinergia per sottolineare il rapporto che lega teatro e filosofia, allestendo mise en espace e letture ispirate non solo a queste due discipline ma anche ai testi della letteratura: da Platone a Senofonte e Tucidide, da Stephen Crane e Jaroslav Hasek a Giacomo Leopardi. In omaggio a questa collaborazione decennale, venerdì 3 e sabato 4 luglio saranno online alle ore 21.00 sulla pagina ERT on AIR i lavori degli ultimi due anni, Operette morali da Giacomo Leopardi e Stati e Imperi della Luna da Cyrano de Bergerac.

Sulla base dei testi selezionati da Carlo Altini, direttore scientifico della Fondazione Collegio San Carlo, gli attori Michele Dell’Utri, Simone Francia, Diana Manea, Eugenio Papalia, Franca Penone e Simone Tangolo hanno creato per le Operette morali una drammaturgia originale collettiva. Ad accompagnarli in scena la musica dal vivo di Filippo Zattini.

Le riflessioni delle operette, volutamente frammentarie, ma solo all’apparenza disorganiche, ora affidate al dialogo fra Tristano e un amico, fra un folletto e uno gnomo, fra Ercole ed Atlante, toccano, grazie al potere della narrazione, le questioni più spinose e le contraddizioni più nette della modernità.

Fra le opere meno conosciute di Cyrano de Bergerac, Stati e Imperi della Luna è un testo visionario e animato da un’insaziabile sete di conoscenza intorno ad alcuni temi chiave dell’età moderna, dalla potenza della tecnica al principio di autorità, dal relativismo culturale al pluralismo sociale, fino alla fragilità del genere umano. In collaborazione con Carlo Altini, che anche in questo caso ha scelto i testi, Matteo Salimbeni ha creato una drammaturgia originale per gli attori della Compagnia permanente di ERT Daniele Cavone Felicioni, Michele Dell’Utri, Simone Francia, Michele Lisi, Diana Manea, Paolo Minnielli, Maria Vittoria Scarlattei, Jacopo Trebbi. Completano e arricchiscono lo spettacolo le immagini a cura di Riccardo Frati.

 

Venerdì 3 luglio ore 21.00 su ERT on AIR
Operette morali (2018)
da Giacomo Leopardi
testi scelti da Carlo Altini

drammaturgia collettiva
con Michele Dell’Utri, Simone Francia, Diana Manea, Eugenio Papalia, Franca Penone e Simone Tangolo
musiche a cura di Filippo Zattini
immagini a cura di Riccardo Frati
produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione, Fondazione Collegio San Carlo di Modena
debutto: Teatro San Carlo, Modena, 07/12/2018
durata 1 ora e 40 minuti

«Con questa nuova incursione sui territori di confine tra filosofia e teatro, dopo le numerose indagini condotte a partire da Platone, Senofonte e Tucidide, ci spostiamo in età moderna – afferma Carlo Altini – e in particolare sulle Operette morali di Leopardi, che costituiscono un’opera in cui metafisica, etica, antropologia e scienza compongono un quadro coerente di riflessione sui limiti della modernità. All’avvio dell’Ottocento, definito il secolo del progresso, Leopardi ci propone infatti una riflessione critica su alcune vane e puerili illusioni che dominano la cultura moderna, abbacinata da una superba e inconcludente vanità incapace di eliminare l’infelicità dell’uomo, con lo scopo di individuare gli aspetti universali della natura umana (desiderio di infinito, necessità della solidarietà tra gli uomini ecc.) che non mutano al variare delle condizioni sociali, economiche e politiche. Ed è allora in quest’ottica di riflessione sull’eternità della debolezza umana, accompagnata da un profondo sentimento di pietà e di simpatia verso le nostre aspirazioni alla felicità e alla giustizia, che il lavoro in collaborazione tra FSC ed ERT si è spostato su Leopardi».

«Esplorare oggi le Operette morali di Leopardi in palcoscenico, a quasi due secoli dalla loro prima pubblicazione – commenta Claudio Longhi, direttore di Emilia Romagna Teatro Fondazione – sprofonda subito il lettore/spettatore e l’incauto commediante in uno strano gioco teatral/speculare di anamorfosi prospettiche. Quell’Italia così remota ritratta in quelle pagine ingiallite, sul ciglio di un romanticismo sempre costeggiato, ma mai veramente praticato, ancora agricola e artigiana, ma illuminata di riflesso dai primi bagliori della modernità, prigioniera di una provincia piccola piccola e ostaggio di una dimensione familiare tutta privata, incapace di attingere alla dimensione più espansa e pubblica della “società”, si rivela d’improvviso – ad uno sguardo più attento – vicina, terribilmente vicina… tanto che il suo erudito e polveroso carnevale di strampalate allegorie filosofiche – popolato di galli giganti e di astrusi accademici, di gnomi e folletti, di eroi e poveracci e mummie canterine – d’un tratto si trasforma in una sinistra mascherata (o in un’epica “rivista”) della nostra contemporaneità. In questo vorticoso turbinio di tempi e spazi, il “favoloso” Leopardi – divertito e divertente reinventore di classici, estroso marionettista abile animatore di surreali pochade filosofiche – al lume incerto della luna si mostra, allora, per quel che è: un raffinato e implacabile scienziato, di rara lungimiranza, impietoso notomista della nostra italianità di ieri, di oggi – o di sempre? Al fondo una domanda, ancora una volta in odor di antitesi: il più feroce e implacabile misoneismo non è forse l’unica porta d’accesso a un futuro consapevole?».

Sabato 4 luglio ore 21.00 su ERT on AIR
Stati e Imperi della Luna (2019)
da Cyrano de Bergerac
testi scelti da Carlo Altini

drammaturgia di Matteo Salimbeni
con Daniele Cavone Felicioni, Michele Dell’Utri, Simone Francia, Michele Lisi, Diana Manea, Paolo Minnielli, Maria Vittoria Scarlattei, Jacopo Trebbi
immagini a cura di Riccardo Frati
elementi scenici di Tullia Ruggeri
produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione, Fondazione Collegio San Carlo di Modena
debutto: Teatro San Carlo, Modena, 20/12/2019
1 durata 1 ora e 30 minuti

 «Quest’opera di Cyrano de Bergerac è un ‘manifesto’ della modernità – afferma Carlo Altini – e della modernità ha in sé tanto le speranze quanto gli eccessi, in uno sguardo aperto al futuro che tiene insieme carica polemica e dimensione satirica. In un succedersi instancabile di avventure fantastiche e oniriche, quest’opera del 1657 ci fa riflettere su questioni che sono state centrali per la cultura moderna ma che si trovano al centro dei nostri interessi ancora oggi: la critica della superstizione e del pregiudizio, la potenza della tecnica, il relativismo e il pluralismo culturale. E tutto ciò accade non per costruire un nuovo sapere dogmatico da contrapporre alle autorità del passato, bensì per “liberare” ed emancipare l’uomo da ogni forma di autorità costituita, nella speranza che possa creare un mondo nuovo e migliore di quello attuale».

«Continua il nostro viaggio nella filosofia moderna – afferma Claudio Longhi – dopo il riso metafisico delle Operette morali approdiamo al riso astrale degli Stati e Imperi della Luna. Col pretesto di un viaggio fantastico, de Bergerac dà vita a un “gran teatro del cosmo”, i cui tipi umani e le cui questioni sociali e filosofiche, si proiettano, con straordinaria e rivelatoria efficacia, sul nostro presente». In un “pellegrinaggio” ironico che abbraccia in sé antropologia e cosmologia, mistica e biologia, politica e religione, de Bergerac ci trasporta fin sulla luna, dando così corso alle innovazioni della letteratura utopica cinquecentesca e anticipando i racconti di fantascienza.

 

(30 giugno 2020)

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