Tragedia della discoteca “Lanterna Azzurra” di Corinaldo: sei arresti tra Modena, Genova e Ravenna

di Redazione #Modena twitter@modenanewsgaia #Cronaca

 

E’ un gruppo criminale modenese quello sgominato nella tarda serata del 2 agosto dalle Forze dell’Ordine, tra San Prospero (MO), Castelnuovo Rangone (MO), Castelfranco Emilia (MO), San Cesario sul Panaro (MO), Sestri Levante (GE), Cervia (RA). L’operazione dei Carabinieri del Comando Provinciale di Ancona, col supporto nella fase esecutiva da quelli di Modena, Genova e Ravenna, hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Ancona, dr. Carlo Cimini, nei confronti di 7 soggetti, domiciliati nella provincia di Modena, ritenuti responsabili di “Associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti con strappo e rapine”, e sei di loro anche di “Omicidio preterintenzionale”, “Lesioni personali” e singoli episodi di “Rapine e Furti con strappo”.

Le indagini, avviate a seguito dei gravi eventi che si sono verificati all’interno della discoteca “Lanterna Azzurra Clubbing” di Corinaldo, nella notte tra il 7 e l’8 dicembre 2018, in cui trovarono morirono sei persone ed altre 200 circa rimasero ferite, sono state condotte dal Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Ancona sotto la direzione della locale Procura della Repubblica e coordinata dal Procuratore della Repubblica dr.ssa Monica Garulli e dai Sostituti Procuratori dr. Paolo Gubinelli e dr. Valentina Bavai Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ancona. Le attività hanno consentito di individuare gli appartenenti ad un sodalizio criminale dedito a furti e rapine all’interno di locali da ballo.
In particolare, nel corso delle indagini, sono stati raccolti elementi a carico di 6 giovani (B.A.,19enne nato a Modena e residente a San Prospero, M.A., 22enne, nato a Tunisi e residente a Castelnuovo Rangone, A.C., 20enne nato a Modena e residente a Bomporto, U.D.P., 19enne nato ad Aversa e residente a San Prospero, S.H., 21enne nato in Marocco e residente a Bomporto, R.M., 19enne, nato a Modena e residente a San Cesario sul Panaro) i quali, unitamente ad un diciannovenne deceduto nel corso dell’indagine a seguito di un incidente stradale, la notte tra il 7 e l’8 dicembre 2018 erano presenti all’interno della “Lanterna Azzurra Clubbing” di Corinaldo dove si rendevano responsabili di rapine ai danni di cinque giovani avventori del locale e di un furto con strappo di collane in oro. Gli indagati, per agevolare le loro azioni predatorie, utilizzavano lo spray al peperoncino che veniva diffuso in concomitanza con l’annuncio dell’arrivo del trapper “Sfera Ebbasta” e l’emissione dei fumi coreografici.

“La diffusione nell’aria” scrive il comunicato stampa giunto in redazione “di tale sostanza urticante determinava la fuga incontrollata degli avventori dal locale, fuga che causava – anche a cagione delle carenze strutturali e dell’inadeguatezza dei presidi di sicurezza (condotte in relazione alle quali si procede separatamente nel p.p. 6418/18 R.G.N.R.) – la caduta, l’accumulo ed il confinamento di numerosi avventori. Nella circostanza perdevano la vita cinque giovani minorenni ed una donna, madre di uno di loro, a causa di una sindrome asfittica acuta insorta a seguito dell’immobilizzazione del torace dovuta alla compressione reciproca dei corpi che progressivamente si erano ammassati gli uni sugli altri.
Altre 197 persone rimanevano ferite e, tra queste, sette venivano trasportate in ospedale in gravi condizioni e ricoverate in prognosi riservata. Altri feriti ricevevano cure dai pronti soccorso per altre tipologie di traumi contusivi, stati di intossicazione e irritazione delle mucose per inalazione di sostanza irritanti (accusati anche a giorni di distanza), nonché stati di ansia, stress emotivo, paure e attacchi di panico”.

Gli elementi raccolti nel corso delle indagini hanno consentito agli investigatori  di ricostruire l’intera vicenda grazie anche alle rilevanti indagini scientifiche condotte dal Reparto Investigazioni Scientifiche dei Carabinieri di Roma, le quali, oltre ad accertare la presenza all’interno della discoteca delle due principali componenti degli estratti di peperoncino come Capsaicina e Diidrocapsaicina presenti come estratto oleoso (Oleoresin capsicum) – entrambi responsabili dell’azione irritante sugli occhi e sulle mucose – hanno consentito di ottenere sulla bomboletta sequestrata e rinvenuta proprio in prossimità dell’uscita di sicurezza n. 3 un profilo genetico maschile che concorda positivamente con quello di uno degli arrestati. Durante le investigazioni è stata accertata l’operatività di un vero e proprio sodalizio criminale composto dai medesimi soggetti che erano presenti a Corinaldo i quali hanno partecipato a decine di eventi musicali organizzati presso varie discoteche del centro – nord Italia, privilegiando quelli che prevedevano l’esibizione di artisti di musica “trap” e, di conseguenza, una maggiore affluenza di pubblico giovanile. In occasione di tali eventi gli indagati, unitamente ad altri soggetti, hanno compiuto vere e proprie “razzie” di monili in oro indossati dagli avventori, ricorrendo all’uso dello spray al peperoncino sia per evitare di essere scoperti sia per strappare le collane con maggiore facilità.
Nel corso delle indagini è stato anche accertato che la banda possedeva un taser.

La refurtiva veniva di volta in volta consegnata ad un “compro-oro” di Castelfranco Emilia (MO) il cui titolare, A.B., 65enne, anch’egli destinatario di provvedimento restrittivo, contattato dopo i furti, che garantiva una rapida monetizzazione dei monili rubati. I proventi illeciti, che mediamente potevano aggirarsi intorno ai 15.000 € al mese all’incirca per un totale di 500 grammi di oro al mese, venivano poi suddivisi in parti uguali tra i vari sodali. Durante le azioni delittuose, gli indagati hanno sempre agito in gruppo e con un “modus operandi” consolidato: distraevano la vittima mentre ballava spintonandola e fulmineamente strappavano le collane e, in alcuni casi, anche bracciali e orologi, approfittando della momentanea distrazione causata dai complici. Gli altri si occupavano di occultare immediatamente dopo l’azione, che spesso veniva nascosta in bocca, nelle scarpe, nelle parti intime o all’esterno del locale.

Secondo gli investigatori la banda è responsabile di un lunga lista di reati, che pubblichiamo per voi proprio uno dietro l’altro, così come li abbiamo ricevuti:

  • un furto con strappo commesso nella notte tra il 9 e 10 marzo 2019 presso la discoteca “Dorian Grey” di Verona;
  • un furto commesso nella serata del 30 marzo 2019 all’interno dell’area di servizio “Esino Ovest” di Chiaravalle (autostrada A/14);
  • due furti con strappo commessi nella notte tra il 30 e 31 marzo 2019 presso la discoteca “Mia Clubbing” di Porto Recanati (MC);
  • 5 furti con strappo commessi nella notte tra il 4 e 5 maggio 2019 presso la discoteca “Made Club” di Como e “K-Klass” di Tavernerio (CO). La refurtiva, 5 catenine d’oro, venivano recuperate dai Carabinieri del posto durante un mirato controllo alla circolazione stradale dopo essere state lanciate dall’auto in movimento;
  • due furti con strappo commessi nel tardo pomeriggio del 2 giugno 2019 presso la discoteca “Parco Europa” di Padova.

Sono in corso ulteriori indagini per altri numerosi episodi in relazione ai quali è stata accertata, all’interno delle discoteche, la presenza degli indagati e la commissione di furti con strappo, locali che si trovano in Abruzzo (Alba Adriatica), Emilia Romagna (Bologna, Ravenna, Forlì, Rimini, Modena, San Pietro in Casale, Cesena, Rottofreno, Parma, Colorno, Gattattico, Cattolica, Sassuolo, Bastiglia e Painoro); Lazio (Roma); Lombardia (Brescia, Bergamo, Cossato, Corte Franca, Coccaglio, Crema, Mantova, Sermide, Carate Brianza, Milano, Orio al Serio, Ghedi, Garlasco, Osio Sopra, Sesto San Giovanni, Sommo e Brusnengo); Marche (Porto Recanati, Civitanova Marche, Senigallia e Fabriano); Toscana (Lucca, Campi Bisenzio, Follonica, Viareggio, Certaldo e Firenze); Trentino Alto Adige (Trento); Umbria (Città di Castello e Perugia); Veneto (Bassano del Grappa, Roncade, Vicenza, Arquà Polesine, Castagnaro, Caldogno, Verona, Callara, San Bonifacio, Spersiano, Cavaion Veronese e Padova); Francia (Chessy, presso parco divertimenti “Disneyland”).

Gli arrestati inoltre, in occasione dei suddetti viaggi effettuati per raggiungere le discoteche e per ritornare a casa dopo le serate musicali, hanno commesso dei furti anche all’interno di esercizi pubblici ubicati nelle aree di servizio autostradali, così come insolvenze fraudolente ai danni di strutture ricettive, ristoranti oppure di autonoleggi e tassisti, quando si sono avvalsi di questi ultimi servizi in alternativa alle loro autovetture.

 

(3 agosto 2019)

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