Migliaia di persone al Modena Pride 2019

di E.T. #Modenapride twitter@modenanewsgaia #LGBTI

 

Ci sarebbe piaciuto tirolare “banda di frocinorosi devasta Modena”, ma c’è andata male. Quei titoli lì toccano ai disordini provocati non si sa da chi in nome di chi si sa benissimo invece, disordini ad uso elettorale la cui eco si spegne velocissimamente. Parleremo invece di una splendida giornata.

Quella vissuta a Modena nel caldissimo pomeriggio del 1 giugno 2019 in occasione del 1° Modena Pride della storia della città che giunge appena qualche giorno dopo la riconferma del Sindaco PD Muzzarelli che era presente alla marcia. E ha fatto male.

Arriviamo quando il parco Novi Sad, da dove la marcia ha inizio e dove finirà per la festa finale, contiene qualche centinaio di persone: siamo andati al Modena Pride col coltello fra i denti perché riteniamo, da tempo, che non sia quella la forma di lotta adatta all’oggi, ma va detto che – anche alla luce di ciò che ci hanno detto i giovani che abbiamo intervistato per il nostro servizio in #podcast su Radiogaiaitalia.com, ci ha fatto cambiare idea.

Intervistiamo subito un gruppo di giovani di un paese asiatico tra i più omofobi al mondo, tutti gay, accompagnati dal loro interprete, etero, stessa nazionalità. Poi una coppia di ragazzi francofoni. Alcuni nigeriani, sì proprio così, tante ragazze italiane, tutte entusiaste. Veniamo a sapere di una marcia antigay svoltasi nella mattinata e organizzata da un gruppo di ultracattolici di quelli che sono stati zitti sugli scandali pedofili della chiesa. Pare fossero in trenta.

Un figurone. Poi la marcia parte. L’abbiamo documentata con i video che vedete a lato.

Nessun eccesso, nemmeno nel vestiario, e quindi se qualche giornale di quelli che fanno il filo al pentaleghismo contestandolo anche, dovesse pubblicare qualche culo nudo, sappiate che la foto è vecchia e risale a qualche anno fa e, comunque, non appartiene a nessuno dei partecipanti al Modena Pride.

Foltissima la folla a fare ala al corteo lungo tutto il percorso, applausi, canti e balli e gente a salutare dal balcone sorridendo. Una famiglia di donne africane, almeno venti, cantavano e gridavano a squarciagola salutando ed incitando i partecipanti. Una meraviglia.

 

 

Una giornata splendida. Un’organizzazione perfetta. E tanti, tantissimi giovani stranieri gay e lesbiche giunti in Italia per cercare quella libertà che non possono avere in patria, e che qualcuno vorrebbe togliergli anche qui. A loro, a voi, e a tutti noi. E’ ora di cominciare a puntare i piedi. Con gioia, allegria, feroce ironia e fantasia. Come il Modena Pride ha fatto oggi.

Sindaco Muzzarelli, la prossima volta, eventualmente, faccia scendere in strada anche quelli che ce l’hanno con Lei. C’è tanto da imparare.

Così si conclude l’avventura di questo inviato, ritornato nella città dove ha vissuto per tantissimi anni, per celebrarla più gioiosa, più allegra, più umana, più calda e più Modena nonostante Modena.

 

 

 

(1 giugno 2019)

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