di Ghita Gradita #Eurovision2019 twitter@gaiaitaliacom #Mahmood
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Proprio non avrebbe potuto sopportare la vittoria di Mahmood all’Eurovision 2019 e la piazza semivuota di Milano nello stesso giorno così il secondo posto almeno gli salva le coronarie, a Salvini, almeno fino al prossimo indagato.
Chiusa la parentesi politica, almeno in questo articolo, sono solo un paio di decine di punti a togliere il giusto trionfo a Mahmood che è protagonista di una perfetta performance sul palco dell’Eurovision di Tel Aviv e cede soltanto all’Olanda che si porta a casa la vittoria (ed organizzerà la manifestazione il prossimo anno). Mahmood però, si porta a casa il premio della critica per la miglior canzone. Il resto, è il nostro parere personale, è pochissimo. La canzone vincitrice è brutta, quattro accordi messi lì per piacere che centrano l’obbiettivo, ma della quale non rimarrà traccia; la bellissima voce – non solo la voce – del cantante svedese giunto terzo; l’orribile pezzo della Macedonia del Nord che rischia addirittura di vincere; il fascino balcanico della bellissima canzone albanese. A noi, nella semifinale, era piaciuto moltissimo il pezzo dell’Ungheria, di rarissima raffinatezza, ma è stato tolto di mezzo dalla giuria.
Ospite d’onorissimo The Queen Herself come l’hanno introdotta i presentatori: la divina Madonna che canta stonandola tutta Like a Prayer, ma si rifà col potentissimo e raffinatissimo nuovo singolo presentato ad Eurovision 2019 in anteprima mondiale.
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Il resto è kitch: divertentissimo, esageratissimo, campissimo show che aspettiamo con ansia di rivedere il prossimo anno senza, speriamo, questa orrenda abitudine del commento in Italiano che copre l’originale. E meno male che Flavio Insinna ed il suo compare hanno avuto l’intelligenza di non voler fare i simpaticoni come i colleghi che li hanno preceduti negli anni scorsi. Bravi anche loro. E bravo Mahmood.
(19 maggio 2019)
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