di Giancarlo Grassi
Non faceva in tempo, l’ecumenico Salvini, a regalare il suo santo verbo dagli schermi di Rai 3, ospite di Lucia Annunziata e Mezz’ora in +, riuscendo a dirne di tutti i colori sulla differenza tra armi e armi letali e chiosando, come gli permette il personaggio dal quale non esce più, con un allucinante “No armi letali all’Ucraina. Non in mio nome” che Putin lanciava l’escalation nucleare. A proposito di armi letali. E a dimostrazione della capacità del segretario leghista di stare sul pezzo.
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Si accorgerà la Lega di quanto ingombrante il segretario parolaio del partito sia diventato con questo suo piglio ondivago, incapace di centrare il punto almeno una volta, onnipresente con opinioni diverse ad ogni intervento? Davvero, ho ammirato l’aplomb dei due conduttori in studio dopo la sortita di Salvini che distingueva, probabilmente nemmeno se n’è accorto, tra “armi” e “armi letali” che si sono limitati ad una correzione con tono leggero anziché ammazzarsi dalle risate. Poi il rigurgito di pacifismo a tutti i costi: “Reintrodurre il servizio militare”. La speranza era di guadagnare un decimale nei sondaggi togliendolo a Meloni.
(28 febbraio 2022)
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