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AIDS, Modena aderisce alla rete “Fast Track Cities”

di Redazione, #AIDS

Puntare all’azzeramento delle nuove infezioni da Hiv e delle morti connesse all’Aids entro il 2030, raggiungendo come primo obiettivo il target del 95 per cento di persone con Hiv diagnosticate, del 95 per cento delle persone diagnosticate in terapia e del 95 per cento delle persone in terapia con carica virale soppressa.

È l’obiettivo che anche il Comune di Modena si pone con l’adesione alla rete internazionale “Fast Track Cities”, attraverso la sottoscrizione della “Dichiarazione di Parigi” da parte del sindaco Gian Carlo Muzzarelli e del vicepresidente dell’associazione Iapac Bertrand Audoin, avvenuta questa mattina, sabato 4 dicembre, in Municipio, alla presenza di Cristina Mussini, direttrice della struttura complessa di malattie infettive dell’azienda ospedaliero-universitaria di Modena, Giovanni Guaraldi, direttore Clinica metabolica Hiv azienda ospedaliero-universitaria, e Alberto Bignardi in rappresentanza di Arcigay.

La rete “Fast Track Cities”, lanciata nel 2014 a Parigi in occasione della Conferenza mondiale Aids, è promossa da città e Comuni di tutto il mondo e da quattro partner principali Iapac (International association of providers of Aids care), UnAids (United Nations program on Hiv/Aids), Un-Habitat (United Natios human settlements program) e città di Parigi.

Con la sottoscrizione della Dichiarazione, Modena si impegna, insieme alle altre città che vi aderiscono, a combattere l’infezione da Hiv in modo efficace e mirato, ma anche a contrastare l’infezione da Hcv (Epatite C), la tubercolosi e a collaborare per il raggiungimento di un ulteriore quota del 95 per cento relativa alla percezione di buona qualità della vita da parte delle persone con Hiv, anche attraverso l’abbattimento di ogni forma di discriminazione e di pregiudizio. Il documento impegna i soggetti coinvolti a fornire un accesso duraturo a test Hiv, terapie e servizi di prevenzioni validi, sostenendo un approccio onnicomprensivo che combatta più in generale le infezioni sessualmente trasmissibili e i disturbi mentali e da uso di sostanze, oltre alla comorbilità, che si associano all’invecchiamento delle persone sieropositive. La Dichiarazione mira inoltre a includere le persone sieropositive nei processi decisionali che li riguardano e a garantire loro la possibilità di partecipare in modo equo alla vita civile, politica, sociale, economica e culturale, libere da pregiudizi e discriminazioni.

L’Amministrazione comunale in questi anni ha promosso e realizzato numerosi interventi e progetti sui temi della promozione dei diritti e del contrasto a qualunque forma di discriminazione, anche legata alla diffusione dell’Hiv, ospitando all’Informagiovani, per esempio, le iniziative dedicate ai test per l’Hiv in forma anonima, in tre momenti dell’anno, e collaborando con le associazioni e le aziende sanitarie per campagne di informazione e sensibilizzazione mirate al contrasto delle discriminazioni e alla prevenzione delle infezioni sessualmente trasmissibili.

 

(4 dicembre 2021)

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