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Il Museo Civico di Modena racconta “Una Storia lunga 150 anni”. Il 2 giugno

di Redazione, #Cultura

Una storia lunga 150 anni” è quella del Museo civico di Modena che, per celebrare l’anniversario, ha realizzato un importante intervento di restyling degli itinerari espositivi al terzo piano del Palazzo dei musei facendo dialogare l’allestimento ottocentesco con elementi contemporanei per rinnovare l’esperienza dei visitatori alla scoperta delle collezioni di archeologia, arte e artigianato ma anche di scienze, tessuti, strumenti musicali.

Per raccontare come sono nate queste raccolte, le curiosità che nascondono, le intuizioni e i progetti di chi ha creato il museo alla fine dell’Ottocento, mercoledì 2 giugno, alle 11, la direttrice Francesca Piccinini condurrà la visita guidata “Una storia lunga 150 anni” alla quale è già possibile prenotarsi telefonando al numero 059 2033125 oppure scrivendo una mail a palazzo.musei@comune.modena.it.

E dedicato ai 150 anni del museo è anche l’appuntamento per bambini “Che favola di museo!” in programma martedì 1 giugno, in due repliche alle 17 e alle 18. Protagonista della lettura animata sarà “Al museo”, il libro di Susanna Mattiangeli e Vessela Nikolova, che coinvolgerà i bambini in una visita guidata speciale: una lettura itinerante tra le sale del museo. L’ingresso è gratuito ma è obbligatorio prenotarsi sulla piattaforma Eventbrite.it.

Nel fine settimana il museo è aperto con orario continuato dalle 11 alle 18. La prenotazione per la visita non è più obbligatoria nel fine settimana, come da ultime normative Covid, ma rimane consigliata poiché l’accesso è consentito a dieci visitatori ogni mezz’ora per garantire il corretto distanziamento, con mascherina.

È possibile visitare anche la mostra “Primordi”, allestita nella grande sala dell’archeologia del Museo, a cura di Cristiana Zanasi e di Marta Arzarello dell’Università di Ferrara, che si inserisce nel solco della riscoperta di raccolte di formazione ottocentesca conservate nei depositi del museo.

Il titolo “Primordi” evoca molteplici richiami alle origini: le origini dell’uomo, le origini della Preistoria come disciplina scientifica, le origini di musei, come quello di Modena, la cui fondazione ricevette un impulso fondamentale proprio dai dibattiti sulla più remota antichità. L’allestimento coniuga dimensione ottocentesca e contemporanea, intrecciando a una grande vetrina ispirata all’arredo originario di fine Ottocento, video, apparati multimediali, istallazioni e l’opera “Human bush” dell’artista Alice Padovani, che interpreta le più recenti rappresentazioni scientifiche dell’evoluzione umana come un complesso “cespuglio”.

La mostra dedica una sezione a quell’insieme di gesti tecnologici che per centinaia di migliaia di anni hanno accompagnato la produzione di un manufatto iconico della preistoria, il “bifacciale”, riproponendone il processo produttivo a partire da un blocco di selce, e con una postazione attrezzata che consente al pubblico di sperimentare in sicurezza le proprietà taglienti della selce su diverse tipologie di materiali.

 

(29 maggio 2021)

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