Quelli che “perdiamo 1000 euro al giorno” e denunciano 12mila euro all’anno

di Giovanna Di Rosa #Lopinione twitter@modenanewsgaia #Crisi

 

Mentre un’enorme quantità di denaro dovrebbe arrivare da ogni dove per tutti i cittadini che ne hanno bisogno dopo il flagello Covid-19 che ha costretto alla chiusura forzata attività ed imprese di ogni tipo e mentre da un lato la burocrazia italiana, ed europea, rallenta fortissimamente le cose, quando non le blocca, dall’altro certi poteri non vedono assolutamente di buon occhio che il previsto enorme flusso di denaro sia gestito dall’attuale maggioranza di Governo, certi scellerati minacciano la crisi di governo in un momento come questo, e c’è anche dell’altro Che fa un po’ più ridere.

Mentre, crediamo da questa provincia, era partita la straordinaria idea delle lastre di plexiglass in spiaggia per dividere gli ombrelloni trasformando così i cubicoli in forni all’aperto, mancavano i 10 kg di patate omaggio da arrostire in loco, affinché si potessero fare le vacanze, una vera priorità mentre le persone morivano a centinaia, perché la vita è dei vivi; mentre eravamo già diventati tutti virologi e la maggior parte di noi raccontava da un account o da un altro che “sicuramente sono stata contagiata dal Coronavirus perché ho avuto un pizzicorino di gola e starnutito sei volte”, e via con “i guarda anche io ché addirittura ho sofferto di stitichezza nello stesso momento”, assistiamo a racconti fantascientifici su quanto ogni attività starebbe perdendo ad ogni giorno di chiusura – mentre chi dovrebbe preparare un decreto che dica stop alla riscossione degli affitti fino a totale riapertura giocherella con le minacce di lasciare il governo.

Abbiamo ascoltato persone dire: “Perdo mille euro al giorno”, che farebbe un totale di 365mila euro all’anno; altri dire “perdiamo diecimila euro a settimana”, che farebbe 520mila euro all’anno. Le frasi in questione uscivano dalla bocca di commercianti – baristi, parrucchieri, pasticceri, ristoratori – che son quelli che piangono miseria, non ti rilasciano lo scontrino e storcono il naso se gli chiedi la fattura. E se vai a guardarci bene, o li ascolti attentamente nelle loro conversazioni da bar inevitabilmente pubbliche, inutile che sia proprio io a raccontarvi le virtù della discrezione da bar, sono quelli la cui dichiarazione dei redditi ammonta a 12mila, ventimila o venticinquemila euro.
Quindi delle due, una: o frodano il fisco o raccontano palle per farsi grandi.

Sono approfittatori che cercano di trarre profitto anche dalle pandemie e dalle morti altrui? Sono quelli che incolpano un governo dopo l’altro di tassarli fino a dove non batte il sole e poi vanno in vacanza alle Maldive? Sono quelli che affittano un posto letto (in nero) a un migrante a 450 € al mese e poi che schifo i migranti, prima gli Italiani, come se il “prima gli italiani2 non lo praticassero già?  Sono quelli che vanno in piazza con certa destra che si attacca i cartelli al collo, dimenticando quello che spiegherebbe molte cose e dovrebbe recitare “Sono quello che froda lo Stato e costringe i soliti a pagare le tasse”? Non lo sappiamo. Noi in piazza non c’andiamo. No. Non è agorafobia. E’ schifo.

 

 

P.S. Questo articolo studiatamente provocatorio a detta di qualcuno “ha reso l’Italia peggiore di quello che è” – che importanza ci date, esagerati!

 

(7 maggio 2020)

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2 commenti

  1. leonardo peddio

    … se la loro dichiarazione del reddito non è congrua sarebbe opportuno che si facessero le opportune verifiche, l’agenzia delle entrate esiste anche per quello, quanto alla definizione sommaria di chi ha un lavoro autonomo la ritengo intrisa di luoghi comuni privi della sensibilità che richiederebbe la vita degli altri.
    Invito l’autrice del servizio a passare il prossimo mese di luglio al mio fianco nel mio cantiere, sveglia alle 5,30 del mattino e termine del lavoro all’imbrunire, avrà nuovo materiale per scrivere.