Bufali e bufale ultraquarantenni travestiti da branco di adolescenti, ma ben più cafoni

di E.T. #Branco twitter@ERgaiaitaliacom #Lopinione

 

Qualche giorno fa ho avuto la ventura di imbattermi in un gruppo di giovanilisti ultraquarantenni mentre transitavo, in quel di Sassuolo nel modenese e in bicicletta, su una pista ciclabile. La pista era occupata da un branco di ultraquarantenni giovanilisti, vestiti sportivi attillati e bionda nana a capo del branco, e presumibilmente stella dello stesso, se mi passate il paragone cosmologico. Così sono sceso dalla bicicletta ed ho chiesto “permesso?”.
Se hanno notato un po’ d’ironia giuro che non c’era, si nota dai miei scritti che non so usarla; sta di fatto che mi si è scatenata addosso una tempesta d’insulti dallo spiccato accento del sud – lo segnalo come dato di fatto e non come amante del teatro di Eduardo – diretti dalla bionda nana capo e stella del branco – che immediatamente dopo il mio permesso ha dato il la all’aguta kermesse della cafoneria. Purtroppo né 112 né 113 hanno risposto immediatamente alla mia telefonata, sono stati richiamato qualche minuto dopo quando i bufali e le bufale ultraquarantenni travestiti – male, assai male, sul serio – si erano già dileguati seguiti dai loro afrori, dolori, dai bastoni da allenamento che tenevano alti sopra la testa, dalle loro grida di incolti sgrammaticati pericolose come quelle di tutti gli ignoranti perché comprensibili ai più, e per la soddisfazione di avere mandato a quel paese e insultato gratis uno che gli aveva chiesto “permesso” mentre facevano i cazzi loro sulla pubblica via.

Butta così, signora mia.

E se si può soprassedere su adolescenti appena postpuberali che fanno ciò che la loro età comporta, diventa francamente difficile sopportare incoscienza e turbolenza adolescenziale in attempate signore e ultraquarantenni che si credono fascinosi la cui vita è – evidentemente – un disastro non avendo avuto la maturità di cedere ai piaceri dell’età adulta.

Brucia ancora un po’ lo “sparisci prima che qualcuno ti spacchi la faccia” gridato dal maschio-omone che chiudeva il gruppo, a debita distanza di sicurezza, per far colpo sulla bionda virago – granda e grosa com’an tor – che zampettava pochi passi avanti a lui.

 

 

(5 luglio 2019)

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