di Ragazzi di Tehran #Iran twitter@gaiaitaliacom #Censura
Agriday a Vignola. Già 58 assunzioni dopo i due recruiting day dedicati al settore agricolo
Ventidue aziende coinvolte, oltre 250 candidati e già 58 assunzioni. Si chiude con numeri significativi l’esperienza degli AGRIDAY... →
Il regime iraniano ha disposto la chiusura del magazine Seda, considerate politicamente riformista. Le ragioni della chiusura sono legate al fatto che il magazine, non seguendo il dettame di regime, aveva invitato il Governo a negoziare direttamente con gli Stati Uniti, in seguito alla decisione di Trump di schierare una portaerei in Medioriente. Secondo il magazine, quindi, le minacce iraniane di chiusura dello Stretto di Hormuz, rappresentavano una pericolosa provocazione che, se realizzata, avrebbe causato una vera e prioria guerra.
Immediatamente dopo la pubblicazione dell’articolo, un durissimo attacco contro il magazine Seda è stato sferrato da un editoriale di Kayhan, giornale ultraconservatore, molto vicino alla Guida Suprema Ali Khamenei. Risultato: la questione è finita davanti alla Corte che, neanche a dirlo, ha disposto l’immediata chiusura del quotidiano.
Nelle stesse ore in cui il regime chiudeva Seda, il nuovo capo dei Pasdaran Hossein Salami parlava in una sessione a porte chiuse al Parlamento iraniano. Secondo quanto è stato reso noto dopo l’incontro, Salami avrebbe dato ai deputati la sua lettura dell’attuale crisi regionale, delineando i piani di sviluppo delle Guardie Rivoluzionarie e elogiando le grandi capacità dei Basij (in altre parole, elogiando la capacità dei Pasdaran di reprimere il dissenso interno).
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Due cortei, uno silenzioso l'altro antifascista contro le strumentalizzazione della tentata strage ad uso politico da parte di tutte le... →
(13 maggio 2019)
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