Esponenti CGIL pestate a Modena e balconi a Forlì: democrazia in pericolo

Piazza Matteotti gremita segue il comizio di Matteo Salvini. Foto: La Stampa

di Giovanna Di Rosa #Lopinione twitter@bolognanwsgaia #democrazia

 

Delle esponenti della CGIL Nazionale pestate a Modena da sostenitori del ministro dell’Interno che combatte lo stato dall’Interno, nessuno ha fatto menzione, nemmeno il segretario leghista che non ha preso le distanze dall’accaduto, impegnato a parlare di “zecche” riferendosi ai centri sociali, così come non ha mai preso le distanze da Karim, quello che minacciò una poliziotta, poliziotta facente parte di quel corpo di polizia che poi Salvini disse di andare a sostenere il 25 aprile, invece di celebrare la Liberazione.

Poi arriva Forlì ed il ministro dell’Interno che è anche segretario della Lega, che è anche ministro del governo che non ha mantenuto nessuna promessa, portato l’Italia in recessione, bloccato gli investimenti e che ha firmato un patto di collaborazione con Putin, si affaccia al balcone dal quale parlò Mussolini, sotto una marea di fischi e di insulti.

Citiamo l’amica Anna Rita Leonardi ed il suo tweet

 

e il comunicato stampa della CGIL modenese:

 

Aggrediti e picchiati per aver sostenuto i valori dell’accoglienza e dell’integrazione dei migranti e per aver rivendicato difeso la salvaguardia dei propri posti di lavoro. A farne le spese sono stati attivisti, militanti e iscritti alla Cgil, lavoratrici e lavoratori impegnati nel sistema dell’accoglienza. È accaduto ieri nel corso del post comizio del ministro dell’Interno, Matteo Salvini, a Modena”. A denunciarlo sono la Fp Cgil Nazionale e la Fp Cgil Emilia Romagna. “Un fatto gravissimo – spiegano Michele Vannini della Fp Nazionale e Marco Bonaccini della Fp regionale -: lavoratrici e lavoratori di cooperative sociali, della Cgil, schiaffeggiati, spintonati e fatti oggetto di sputi per aver tentato di esporre striscioni a sostegno del sistema dell’accoglienza, di chi vi lavora e dell’apertura dei porti. Una vicenda intollerabile, che colpisce chi stava liberamente esprimendo il proprio pensiero, e che è misura del clima di odio e di intolleranza che irresponsabilmente le forze politiche di questo governo stanno alimentando per un misero tornaconto elettorale. Si calpestano – proseguono – letteralmente, i diritti delle persone, dei migranti così come dei lavoratori, si contrappongo gli ultimi agli ultimi, in maniera irresponsabile per ricavarne un consenso, fatto di pancia e di odio. Questo mentre il Governo, che a parole è contro la precarietà, sta distruggendo un sistema che funziona e licenziando decine di migliaia di persone, in gran parte giovani di alto livello di istruzione. Condanniamo e pretendiamo la condanna di quanto è avvenuto. Ci preoccupa, e non poco,  che il ministro Salvini non abbia sentito la necessità di prendere le distante da quanto accaduto. Siamo al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori colpiti e continueremo a rivendicare il rispetto dei diritti e della dignità delle persone, contro chi semina odio e alimenta intolleranza”, concludono.

 

insieme al comunicato stampa della CGIL di Forlì e del suo segretario Forni:

Matteo Salvini non doveva usare il terrazzo del Municipio di Forlì. Uno sfregio alla città e alla Piazza  intitolata alla memoria di Aurelio Saffi che custodisce il sacrario ai caduti per la libertà a memoria dei 465 giovani partigiani morti per restituire la Democrazia e la libertà alla nostra città e al nostro paese. Un colpo alla memoria  dei partigiani della Banda Corbara impiccati dai Fascisti ai  lampioni di Piazza Saffi il 18 agosto del 1944. Come sono inaccettabili alcuni articoli della stampa che sull’arrivo del leader della Lega  hanno completamento  omesso di riportare i fischi della folla al ministro e alle sue politiche di odio, e gli slogan a ricordo dei valori della città, tra cui “Forlì è antifascista”. Giovani cittadine e cittadini che hanno manifestato pacificamente e hanno insieme lasciato la piazza cantando “bella ciao”. Il Ministro ha utilizzato il suo ruolo per andare oltre ai regolamenti Comunali, come il Sindaco Drei ha subito denunciato. Per un paese democratico questo è inaccettabile ed è un chiaro abuso di potere oltre che un forte richiamo agli anni più bui della nostra storia”.

C’è da riflettere sulle azioni di quest’uomo e bisogna combatterlo con tutte le armi della pace che la democrazia mette a disposizione. La democrazia italiana non è mai stata così in pericolo.

 

 




 

 

(4 maggio 2019)

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