Gay Pride Modena, tutte le prudenze della politichina modenese

di Redazione #Modena twitter@modenanewsgaia #GayPride

 

Il corteo del Gay pride dell’1 giugno partirà nel primo pomeriggio dal parco Novi Sad e seguirà un percorso ad anello intorno al centro storico per tornare al Novi Sad dove si svolgeranno le iniziative di chiusura. Il corteo, in questo modo, non passerà per via Emilia centro per evitare di interferire con il Mercato europeo, già in calendario da tempo, e con le eventuali iniziative a carattere elettorale in caso di ballottaggio. Ad illustrare il percorso del Gay pride, per il quale i numerosi organizzatori stanno ancora definendo con gli enti competenti i dettagli organizzativi, è stata l’assessora alle Pari opportunità Irene Guadagnini che ha risposto il 4 aprile, in Consiglio comunale all’interrogazione presentata da Giuseppe Pellacani, Energie per l’Italia.

Il consigliere ha chiesto chi sono gli organizzatori del Gay pride, quanti partecipanti sono previsti, dove si svolgerà l’evento, con quali modalità sarà organizzata la gestione, dalla sicurezza alla pulizia delle aree interessate, e chi vi provvederà.

Nella sua risposta l’assessora ha ricordato che il Gay pride è organizzato da una varietà di associazioni del mondo Lgbt coordinate da Arci Gay tra le quali Agedo, Famiglie Arcobaleno, Rete genitori Rainbow, Gruppo trans, associazione universitaria MoReGay e sono attese circa diecimila persone. Tutti gli oneri per lo svolgimento della manifestazione sono a carico dei soggetti organizzatori e sono connessi alle disposizioni degli organismi competenti. Il Comune ha concesso il patrocinio e gestirà i servizi essenziali, come per qualunque altra manifestazione cittadina di analogo livello (per esempio gare podistiche e ciclistiche, sfilate, fiere, mercati e concerti). I costi sostenuti dall’amministrazione comunale saranno, quindi, quelli per la per la pulizia stradale e per la presenza e il servizio della Polizia Municipale nelle zone interessate dall’evento. L’assessora Guadagnini ha anche ricordato che quella modenese sarà una delle molte date previste in Italia nel 2019, in Emilia Romagna ci saranno anche Bologna e Rimini, e che i “Pride” hanno l’obiettivo di mettere in luce il tema dei diritti delle persone Lgbt, della pari dignità e della non discriminazione.

Positiva per il consigliere Pellacani, intervenuto in replica, l’informazione che il Gay pride si svolgerà al di fuori della cerchia ristretta del centro storico. Il consigliere ha quindi ribadito che, vista la concomitanza potenziale con il ballottaggio e la possibilità che la manifestazione possa dare evidenza a qualche area o amministratore più che ad altre, sarebbe stato meglio scegliere una data diversa.

Perché dire che il Gay Pride a Modena non si vuole sarebbe sconveniente. Soprattutto in tempi elettorali.

 

 




 

 

(5 aprile 2019)

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